Una "casa felice" tra colori, forme e materiali: i segreti del design

I segreti del design della felicità: cinque consigli utili per l'arredamento di casa, da un'idea di una designer di interni e di una psicologa

Foto instagram@amybhorst

Ma esiste davvero il design della felicità? Magari. Ma ne sono pienamente convinte la designer d'interni Amy Brandhorst e la psicologa e consulente Eleftheria Karipidi: insieme hanno stilato una breve lista di consigli utili per rendere la propria casa il luogo ideale per rilassarsi e riprendere fiato. E perché no, dopo una lunga giornata di lavoro, tornare ad essere felici. Almeno per qualche ora.

Come riporta Harper's Bazaar, sono almeno cinque gli “interior design tips” che potrebbero essere “scientificamente adatti” a farci stare meglio, insomma a renderci più felici. Dalle forme ai colori, dai materiali all'utilizzo della luce: vediamo allora quali sono i consigli utili, per quanto riguarda l'arredamento, per dare nuova vitalità agli interni della nostra abitazione.

Forme rotonde in cerca di felicità

Round shapes make you happier. Tradotto, più o meno letteralmente: le "forme rotonde" ti rendono più felice. Sono diverse le ricerche scientifiche secondo cui le forme hanno un impatto significativo sulle emozioni umane. Tra queste, in particolare, si segnalano le “round shapes”, le forme arrotondate: comunicano emozioni positive che richiamano il comfort e la familiarità. Gli oggetti sferici, infine, trasmettono un senso di equilibrio.

L'importanza del blu

Tra i tanti colori che abbiamo in casa, per Brandhorst e Karipidi è sicuramente il blu quello su cui deve maggiormente puntare. Il blu infatti, spiegano, trasmette calma e serenità, e dunque aiuta a rilassarsi: circostanza che permette anche di dormire meglio. Non a caso negli ospedali spesso i muri e i corridoi sono colorati d'azzurro. Il consiglio delle esperte: provare a colorare di blu (o di azzurro) la nostra camera da letto.

La luce che trasmette energia

Ancora, dall'inglese: “Use lighting in your home to up energy levels”. Quindi il consiglio è quello di utilizzare le luci per "guadagnare" l'energia. Su tutte la luce naturale, dove possibile: grandi finestre o ingressi illuminati per mantenere un “positive mood”. Ma se la luce naturale non dovesse trovare lo spazio adeguato, si può ricorrere a qualche stratagemma: ad esempio, posizionare uno specchio di fronte a una finestra, oppure un tavolo di vetro (e accessori vari, sempre in vetro) così da riflettere e amplificare la luce che viene da fuori.

Una casa multi-sensoriale

Nei tempi della Smart Home e della domotica viene subito da pensare a una casa multi-tasking, quindi multifunzione. Ma Brandhorst e Karipidi suggeriscono invece di investire in una casa multi-sensoriale: e quindi inondare le stanze di profumi e aromi, come lavanda o vaniglia. Il consiglio è quello di sperimentare a più non posso, dare libero sfogo alla propria creatività. E ai profumi si possono abbinare i colori, purché siano accesi e particolari: cuscini sui divani, oggetti e soprammobili. 

Meglio i materiali naturali

Ultimo consiglio della “top five” di Brandhorst e Karipidi: preferire i materiali di origine naturale a quelli industriali o di origine sintetica. E quindi ampio spazio al legno, da sempre protagonista delle case accoglienti, e ancora la pietra, il cotone e la lana, il marmo. La natura, dicono le due esperte, funziona come un “tonico mentale”: un concetto che si basa sulla cosiddetta “Biophilia”, ovvero la nostra innata connessione con la natura e i suoi elementi.

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