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Quanto spende un lavoratore no-vax per i tamponi nelle farmacie

Chi non ha optato per la vaccinazione spende 45 euro a settimana, 180 euro al mese circa, per fare i tamponi rapidi per andare al lavoro. I test sono raddoppiati, ma il sistema per ora non ha registrato collassi

Tra privato e pubblico ci sono ancora alcuni milioni di lavoratori senza vaccino. E con l'obbligo del green pass sui luoghi di lavoro, chi non ha optato per la vaccinazione ha solo due alternative per evitare la multa che va da 600 a 1.500 euro: esibire un documento che dimostri di aver superato l'infezione da Sars-CoV-2. In questo caso la durata della carta verde è di 6 mesi (estesa a 12 per chi ha fatto una dose di vaccino); oppure aver effettuato un tampone negativo. In questo caso la durata del green pass è di 48 ore per il test antigenico rapido e 72 per il molecolare. Il che vuol dire che un lavoratore senza vaccino dovrà fare due-tre tamponi a settimana per lavorare. Un problema anche economico visto che i tamponi antigenici, benché venduti a prezzo calmierato, hanno comunque un costo di 15 euro.

I tamponi rapidi per il green pass in farmacia: come sta andando

Ma come sta andando nelle farmacie? Prima che scattasse l'obbligo a partire dal 15 ottobre, alcuni osservatori come la Fondazione Gimbe avevano sollevato dubbi sulla capacità produttiva e organizzativa delle nostre strutture sanitarie (farmacie comprese) nella risposta a un'elevata richiesta di test. Per il momento, il green pass per i lavoratori pubblici e privati sembra aver superato la prova del lunedì. Ieri sono stati effettuati tra i 500 e i 600mila tamponi giornalieri, contro i circa 300mila di lunedì scorso. I test, insomma, sono raddoppiati ma il sistema non ha registrato collassi. Si sono registrate code davanti alle farmacie in diverse città italiane, ma le strutture non sono state prese d'assalto da chi non ha fatto il vaccino e per ottenere la carta verde non ha altra alternativa che esibire un test negativo per lavorare, salvo casi sporadici.

Una sorta di caos calmo. Se la domanda resterà questa anche nei prossimi giorni, sarà sostenibile da parte delle farmacie. Marco Cossolo, presidente di Federfarma, l'associazione dei titolari di farmacia, non si meraviglia del boom di richieste di tamponi e dei disagi che ne derivano. "Il caos tamponi era prevedibile. I cittadini devono capire che vaccinarsi è necessario, altrimenti a gennaio siamo di nuovo punto e daccapo a prorogare il provvedimento", osserva Cossolo, sottolineando che i farmacisti "stanno facendo il massimo, insieme alle strutture pubbliche, per garantire il tampone nell'interesse anche dei cittadini comuni che subiscono la decisione di queste persone. E c'è un numero sempre maggiore di farmacie che si sta attrezzando".

I tamponi gratis in farmacia per chi prenota il vaccino

"Facciamo il possibile - assicura il presidente di Federfarma - ma non è nemmeno accettabile che questi signori vogliano vantare più diritti degli altri quando lo Stato mette a disposizione il vaccino gratis. Lo dico come cittadino". L'associazione ha lanciato un'iniziativa per incentivare chi è ancora indeciso a sottoporsi al ciclo vaccinale, offrendo tamponi gratis in farmacia a chi decide di prenotare il vaccino. Per tracciare un bilancio sulle adesioni è necessario attendere qualche giorno.

Quanto costa fare i tamponi in farmacia?

Se, almeno per il momento, le farmacie sembrano reggere al lavoro extra, è lecito chiedersi se il sistema continuerà ad essere sostenibile per i lavoratori no vax, dal punto di vista economico. Prendendo in considerazione una settimana lavorativa di cinque giorni con, di conseguenza, almeno tre tamponi antigenici rapidi a settimana al prezzo calmierato di 15 euro l'uno, un lavoratore no vax spende 45 euro a settimana - 180 euro al mese considerando quattro settimane lavorative - per fare i tamponi per andare al lavoro. Una stima sul costo totale mensile dei tamponi rapidi a tutti i lavoratori che ne dovranno fare uso è di 500 milioni di euro.

D'altra parte, il green pass potrebbe essere rivisto e alleggerito da qui al 31 dicembre 2021, quando scadrà lo stato d'emergenza. Per il commissario all'emergenza covid Francesco Paolo Figliuolo, la possibilità di allentare le misure come l'obbligo di green pass si presenterà solo quando verrà raggiunto il 90% della popolazione vaccinata, se le curve dei contagi e dei ricoveri in ospedale confermeranno l'andamento attuale. 

Fonte: Today.it

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