Neonati malformati, ricerca shock: nel Bresciano dati superiori alle medie nazionali

Questo quanto emerge dall'ultima ricerca di Ats Brescia: la media dei neonati malformati è superiore al 2% rispetto ai dati nazionali

Anomalia bresciana per quanto riguarda i neonati con malformazioni congenite: come scrive Bresciaoggi, la media è superiore del 2% rispetto ai dati nazionali. E ora ci s'interroga sull'eventualità di una correlazione non solo con gli stili di vita, ma anche con l'eventualità di un “peso” significativo degli agenti esterni, tra cui inevitabilmente l'inquinamento. Non ci sono correlazioni scientifiche, al momento: ma è uno spunto di riflessioni.

I dati sulle malformazioni

I dati sulle malformazioni nei neonati sono stati analizzati da Ats Brescia: l'autorità sanitaria ha passato sotto la lente i ricoveri di quasi 2000 bambini, in sette anni dal 2011 al 2018, a cui era stata diagnostica una malformazione congenita. Il dato è stato poi successivamente confrontato con il numero complessivo delle nascite.

I primi numeri che emergono sono la prevalenza dei neonati malformati di sesso maschile, il 57% del totale, oltre che una forte presenza di neonati malformati di origine straniera, circa il 32%. Ma sono stati resi noti anche i dati relativi ai vari ambiti territoriali.

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I dati zona per zona

In Valtrompia sono stati registrati 50 bambini nati malformati su un totale di 1.052 nascite, circa il 4,7%. Stessa percentuale, con qualche differenza nell'ordine degli infinitesimali, anche nalla Bassa Bresciana orientale (con 30 malformati su 643 nascite). Appena più basso il dato nella Bassa bresciana orientale, con 36 neonati malformati su un totale di 810 nascite, il 4,4%, e sul lago di Garda, dove con 39 malformati su 1.119 dati la percentuale scende al di sotto del 3,5%. Paradosso ma non troppo, e ipotesi allora lecita pensando alla differenza di reddito di chi vive sul lago: e se, oltre all'ambiente, incidesse anche il benessere e la qualità della vita?

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