Era il 'tempio' di formaggi e salumi nostrani: dopo 70 anni chiude il "Mercato coperto"

Giusy Orioli e Enrico Braga dopo 40 anni di lavoro hanno deciso di godersi la meritata pensione: il negozio era stato aperto da papà Pietro nel lontano 1951

Bagoss, Tombea, Tremosine, Valcamonica: e poi robiola, asiago, provolone, quartirolo, primosale, formaggelle. Davvero di tutto di più, per quella che per decenni in provincia e non solo è stata considerata l’enciclopedia del formaggio (e dei prodotti di qualità): davvero una bella storia, purtroppo (come tante) destinata a finire. Indietro non si torna: dopo quasi 70 anni di gloriosa attività il “Mercato coperto” di Gavardo ha abbassato la saracinesca.

Se ne vanno in pensione, e meritatamente, coloro che l’hanno gestito per almeno quattro decenni: Giusy Orioli, discendente diretta del “padrone” originale (papà Pietro che insieme alla moglie Elena aprirono nel lontano 1951) e Enrico Braga, arrivato al “Mercato” solo per dare una mano e poi follemente innamorato del progetto, e pure di Giusy.

Lo scrive il Giornale di Brescia, che ripercorre i fasti di un negozio come pochi ce n’erano in tutta la Lombardia. Tanto apprezzato da guadagnarsi una fama internazionale, con clienti davvero arrivati da tutto il mondo: Stati Uniti e Sud America, Germania e Nord Europa, perfino qualche australiano. Non che venissero apposta, almeno così pare: complice il turismo del Garda, che ogni tanto ebbene sì sboccia anche a Gavardo e in Valsabbia.

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Serrande abbassate e tanti saluti: la memoria ai profumi e i sapori di un tempo che hanno accompagnato lustri e lustri di abbondanza e qualità. Niente più “formài”, niente salumi e primizie in vasetto. Per gli appassionati è un vero peccato, ma in fondo la vita è anche e soprattutto questo.
 

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