Corzano: in paese arriva la raccolta di abiti usati

La collaborazione tra il comune di Corzano e Humana People to People Italia contribuirà a importanti benefici sociali, ambientali ed economici.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Da aprile i cittadini di Corzano possono beneficiare di un nuovo sevizio dedicato alla raccolta degli indumenti, scarpe e accessori che non usano più gestito dall’organizzazione umanitaria Humana People to People Italia. Grazie alla collaborazione con il comune, Humana ha posizionato i contenitori per la raccolta abiti in via Alcide De Gasperi. “L’iniziativa ha dei riscontri educativi molto significativi in tema ambientale e di solidarietà e si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’intera cittadinanza di Corzano sull’importanza della raccolta differenziata, della tutela ambientale e della solidarietà tra i popoli. Gli abiti usati, infatti, si prestano in maniera particolare al riuso con effetti positivi sull’ambiente e, contestualmente, creando un legame di responsabilità tra i popoli” – dichiara il Sindaco di Corzano Giovanni Benzoni.

All’interno dei contenitori dell’organizzazione di cooperazione internazionale Humana è possibile donare: o capi d’abbigliamento; o scarpe appaiate; o accessori d’abbigliamento (cappelli, cinture, foulard, ecc.); o borse e zaini; o biancheria per la casa. Non è possibile conferire nei contenitori di Humana materiali diversi da quelli qui elencati (non si raccolgono quindi rifiuti organici, pentole, suppellettili etc). Tutto ciò che viene donato nei contenitori deve essere messo in sacchetti ben chiusi, così da proteggere al meglio i capi, le scarpe e gli accessori evitando che si rovinino. Ma dove vanno a finire gli abiti donati nei contenitori di Humana? o Il punto di partenza di questo percorso è proprio il contenitore di Humana, dove il cittadino può donare gli abiti che non utilizza più: sono circa 5.600 in 43 province. o Il secondo passaggio è quello dello stoccaggio e smistamento: gli abiti estivi in buono stato sono inviati in Africa alle consorelle della Federazione Humana.

Qui gli indumenti sono donati solo in casi di emergenza, altrimenti sono venduti a prezzi contenuti per finanziare i progetti sociali attivi localmente. Lo scopo è infatti quello di creare sviluppo e non assistenzialismo. o Non tutti gli abiti sono adeguati per l’Africa. I vestiti che non vanno in Africa sono però valorizzati, grazie alla vendita all’ingrosso e al dettaglio in Europa e in Italia (qui Humana gestisce attualmente sette negozi, Vintage e Second Hand, a Milano, Roma, Torino e Pavia). Grazie ai negozi, i capi sono rindossati,contribuendo in questa maniera a porre l’attenzione sugli sprechi e sull’importanza del riutilizzo. o L’utile dalla vendita, al dettaglio e all’ingrosso, consente a Humana di sostenere i progetti di cooperazione internazionale (nel 2017 ne ha finanziati 41, con un contributo complessivo circa 1,5 milioni di euro) e le attività sociali in Italia.

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