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Davide Possanzini lascia il Brescia: “Deluso e amareggiato. Meritavo più rispetto”

L'ex capitano delle Rondinelle in conferenza stampa se la prende con il presidente e con l'allenatore. Tante promesse mai rispettate: "Corioni mi ha mancato di rispetto, mi ha detto di andarmene"

Davide Possanzini non vestirà più la maglia biancoblu del Brescia Calcio. Una scelta sofferta ma figlia di una travagliata stagione in cui l’ex capitano delle Rondinelle, tra i protagonisti dell’ultima promozione in Serie A, è stato letteralmente accantonato, messo da parte. Tante volte i tifosi hanno evocato un suo ingresso in campo, magari in quelle partite dove la sua esperienza e la sua tecnica avrebbero potuto fare davvero la differenza. Deluso e tradito dalla società, il Possa ringrazia i tifosi e i compagni: “Resterò a vivere qui, ovunque andrò a giocare. I tifosi hanno dimostrato di volermi bene e li ringrazio”.

Poi parole durissime, contro Gino Corioni e contro Beppe Iachini. “Il presidente mi aveva promesso un nuovo contratto – spiega Possanzini – che prevedeva anche mansioni future da dirigente, o da allenatore del settore giovanile. Non ho mai avuto risposte, avrei fatto meglio a mettere tutto nero su bianco. Mi dicevano di non preoccuparmi, ma a gennaio Corioni mi ha mancato di rispetto e al mio procuratore disse che dovevo rescindere il contratto e andarmene”.

“Mi aveva detto che all’inizio avrei giocato io – continua invece riferendosi a Iachini – visto che ero stato l’attaccante della promozione. Invece ha puntato subito su Eder: ci sta, ma meritavo più rispetto. Si è fatto imporre le scelte dalla società, mi ha deluso. Anche se credo che fosse in buona fede quando mi ripeteva che a lui avevano detto che mi avrebbero rinnovato il contratto”.

“Il Brescia è una società disorganizzata – conclude – C’è troppa gente che vuole metterci il becco e non fa il bene del club. Non c’è chiarezza, non c’è trasparenza”.

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