Cristian Quarenghi: “A Salò dodici anni che non dimenticherò mai”

Lo storico capitano della Feralpi Salò ha lasciato la squadra dopo dodici campionati e una indimenticabile promozione in Lega Pro 1. 150 gol e una scelta di vita dolorosissima: "So che a Salò troverò una porta sempre aperta"

Cristian Quarenghi a Salò lo conoscono tutti. Dodici anni sempre con la stessa maglia non passano certo inosservati, tanto meno se vissuti da protagonista e da goleador (150 reti). Peccato che la storica promozione della squadra, ora Feralpi Salò, coincida con il suo addio alle armi, almeno da giocatore. Dodici stagioni, dodici campionati, cinque in eccellenza, cinque in Serie D e due in C2, ormai denominata Lega Pro 2 ma per l’ormai ex capitano dei salodiani è giunto il momento di salutare una piccola città, portatrice però di grandissime emozioni. Il suo futuro calcistico è ancora incerto, non si conosce ancora la prossima squadra ma, ci assicura, sarà dall’Eccellenza in giù.

Dodici anni non si dimenticano.

Non li dimenticherò mai. Come ho detto più volte è stata solo una scelta di vita. Non riuscivo più a conciliare l’impegno del lavoro con l’impegno enorme della categoria. Continuo e continuerò a lavorare: in C2 ce l’ho fatta a gestirmi, andavo a lavorare al mattino e al pomeriggio andavo ad allenarmi. E’ chiaro che in C1 diventa molto più difficile, ci sono un paio di sedute anche doppie, quelle non avrei potuto farle. Insomma, una serie di cose che mi hanno portato a questa scelta, una scelta dolorosissima. Io sono legato tantissimo a Salò, mi sarebbe piaciuto finire la carriera in questa squadra. Ma bisogna essere obiettivi, l’anno prossimo non sarei riuscito a dare il cento per cento come avrei voluto: fare il campionato di C1, prendere la medaglietta per aver fatto 20 presenze.. e poi il campo di allenamento di Castenedolo è a 70 km da casa mia!

Hai detto di averci pensato parecchio prima di fare questa difficile scelta. Ci pensavi anche prima che si concretizzasse il sogno promozione?

Ho capito subito che avrei fatto fatica, è stata una scelta ponderata. Nelle interviste degli ultimi mesi ho sempre detto che potevano essere le mie ultime partite a Salò. In cuor mio ho sempre sperato di poter continuare, mi sarebbe piaciuto disputare il campionato di C1, me lo sono veramente conquistato anch’io sul campo. Ma mi ripeto, troppa fatica fisica e troppa fatica mentale: il lavoro, la lontananza da casa.. Sono contentissimo per come ci siamo lasciati, non bene ma benissimo, e so che comunque a Salò la porta per me sarà sempre aperta. Andrò a vederli la domenica, li seguirò sicuramente.

E un tuo ritorno a Salò, magari come dirigente, o come allenatore?

Come allenatore non credo, non mi ci vedo bene. Si tribola troppo a fare l’allenatore (ride). Come dirigente, perché no? Non nascondo che questa opzione mi è stata offerta anche adesso, ma a 31 anni è un po’ presto. E’ stata comunque un’ipotesi che ho vagliato con attenzione nei giorni scorsi, l’ho certamente presa in considerazione. Ho cercato di fare di tutto per poter rimanere, per poter essere ancora utile, ma ormai ho deciso: ritorno a fare il dilettante.

Parlami della cavalcata promozione: arrivare lì, in quel momento, alla finale di ritorno, quando mancava davvero pochissimo. Che cosa hai provato?

Emozioni impagabili e indescrivibili per un giocatore di calcio. Per un giocatore come me, cresciuto lì, vedere nel tuo campo, nel campo di mille battaglie, vedere che c’è una finale così importante, con così tanta gente, un tifo splendido, una tensione in campo fuori misura.. Saranno per sempre ricordi indimenticabili, indescrivibili. E poi dopo, la festa promozione, un’intera cittadina che ti aspetta in piazza, ti incita, ti dedica i cori.. Ci hanno fatto sentire dei giocatori veri.

Ultima domanda, un pronostico per la prossima stagione della Feralpi Salò. Obiettivo salvezza o anche qualcosa di più?

Conoscendo bene la società, il direttore, il presidente, l’obiettivo sarà sicuramente quello della salvezza. Noi a Salò non abbiamo mai fatto i passi più lunghi della gamba, anzi abbiamo cercato di fare le cose sempre molto ponderate. Obiettivo salvezza, ma sono sicuro che verrà costruita una squadra in grado di ottenere grandi soddisfazioni. Parlare di cose più importanti è veramente prematuro, anche perché la squadra è ancora tutta da fare, ma sono sicuro che a Salò c’è ambizione, voglia di fare bene, però in tutta serenità e con tranquillità, come è sempre stato.

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