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Gino Corioni: «Brescia giardino virtuoso di talenti ma senza stadio»

La lettera integrale del presidente Corioni pubblicata sul sito ufficiale in risposta al fondo di Mario Sconcerti: "Il Brescia Calcio come un circuito virtuoso, ma abbiamo bisogno di capitali e di un nuovo stadio"

Il sito ufficiale del Brescia ha pubblicato oggi la lettera integrale inviata dal Presidente del Brescia Calcio Luigi Corioni al Corriere della Sera. Nella lunga lettera aperta dopo il fondo di  Mario Sconcerti, il Presidente parla di “circuito virtuoso” per salvare il "giardino dei talenti", come era stato definito il Brescia Calcio da Sconcerti e auspica un nuovo afflusso di capitali, la costruzione di un nuovo stadio e una conseguente rinnovata gestione del budget.

Ecco la lettera

Ringrazio Sconcerti per aver ricordato come la squadra sia un momento di grande  identità per la città e per aver riconosciuto – da una prospettiva certo preoccupata – nel Brescia Calcio un “giardino di talenti”. Costretto purtroppo, ogni anno, per sopravvivere, a privarsi  dei suoi “giocatori migliori, dopo aver fatto il grande lavoro di averli trovati”. Da qui una città divisa – “in mezzo al transito”, dice Sconcerti – ed un tifo o troppo identitario o troppo distaccato.

Per uscire da questa periodica emergenza ho deciso di reagire e di farlo mettendo insieme, sotto un unico progetto, competizione e collaborazione, due variabili troppo spesso difficili da unire nel mondo del calcio italiano. L’idea è quella di avviare, insieme alla città, un circuito virtuoso che, a partire da un nuovo afflusso di capitali, finalmente da un nuovo stadio, e da una conseguente rinnovata gestione strategica del budget, promuova con l’efficacia gestionale, il miglioramento dei risultati sportivi e l’ampliamento dei confini del nostro tifo e del nostro prestigio.

In questa mia ri-partenza ho riunito intorno a me, nel progetto, una squadra di professionisti altamente motivati ed esperti, che mi aiuteranno a reperire risorse, nuovi obiettivi di marketing e una comunicazione che  dovrà saper rigenerare l’ambiente, ri-motivare con la squadra la città. Sento di poterlo fare e di volerlo fare, soprattutto per rispondere con un rinnovato orgoglio ad una situazione di crisi e, insieme, per ritrovare quelle ragioni, motivazioni e capacità di reazione che riconosco in questa città, in questa terra lombarda, nei miei concittadini. Assieme abbiamo fatto e conosciuto un lungo fortunato ciclo economico e tagliato traguardi difficili. Assieme dobbiamo prenderci il merito di inaugurare un nuovo ciclo con l’ambizione di costruire un modello per il calcio nazionale. Già la formazione – nell’intreccio tra etica, disciplina e cultura del corpo e dello sport – corre lungo un percorso solido destinato a darci nuovi talenti, ma anche molta amicizia, rispetto e simpatia.  Proprio con i Progetti Blu camp e Punti Brescia – lanciati in Lazio, Umbria e Malta – abbiamo prodotto cifre significative: 26 associazioni affiliate (2.090 bambini di scuola calcio, 1.653 atleti del settore giovanile agonistico; 700 tra istruttori federali, tecnici non abilitati e dirigenti). E puntando forte sui giovani siamo andati a scovarli anche là dove il movimento calcistico viene sottovalutato o meno considerato: tra i dilettanti, dove tanti ottimi calciatori non trovano l’occasione per provare a fare il salto nel professionismo. Tanti giovani di talento - anche stranieri - ci vengono segnalati perché i loro procuratori sono consapevoli che il nostro "giardino" – più di quello di altre squadre blasonate – aiuterà i loro protetti a fare il grande salto. Nel prossimo futuro, grazie a questa nostra identità e al nuovo team di progetto, intendo con determinazione fare in modo che il nostro "giardino di talenti" dia i suoi frutti nella nostra casa; si traduca, in altre parole, in risultati sportivi importanti e in una piattaforma innovativa di gestione del mondo del calcio.

Ora abbiamo bisogno – con lo stadio – di un motore potente del marketing in cui la città si riconosca e, per tornare a Sconcerti, ritrovi l’entusiasmo perduto. Torni di nuovo leonessa".

Gino Corioni

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