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Un tunnel del bunker West Star (foto di Vittoriano Bortoletto - Facebook)

Un tunnel del bunker West Star (foto di Vittoriano Bortoletto - Facebook)

Il maxi bunker militare scavato nella montagna: è rimasto segreto per anni

Fino a qualche anno fa nessuno sapeva davvero cosa ci fosse là sotto: viaggio alla scoperta dell'ex base militare West Star di Affi

Altre storie di Guerra fredda, stavolta a pochi chilometri dal lago di Garda: forse ancora più misteriosa del Dosso dei Galli, perché questo proprio non si vedeva. E non si è visto per anni, per decenni. Parliamo di West Star, la “Stella d'occidente” che di fatto era il bunker antiatomico (e anti-chimico, e anti-batteriologico) più grande d'Italia, e tra i più grandi d'Europa. Si sviluppava per due piani (più un terzo per impianti e sottoservizi) e a pieno regime era in grado di ospitare regolarmente 180 persone, ma fino a un massimo di 500 in caso di emergenza.

Tutto questo è stato scavato tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta sotto il monte Moscal di Affi, in provincia di Verona e appena fuori dalla tangenziale “gardesana”. E' qui che la Nato vi aveva ricavato, appunto, un maxi-bunker da migliaia di metri quadrati, realizzato scavando milioni di metri cubi di roccia. 

La storia della base West Star

Il bunker West Star rimase operativo dalla seconda metà degli anni Sessanta e fino alla seconda metà degli anni Duemila. Sempre gestito dalla Nato, fino alla fine degli anni Novanta sotto il controllo del Comando Forze terrestri alleate del Sud Europa. L'ultima esercitazione risale al 2004, poi dal 2007 è iniziata la sua dismissione: la gestione è passata all'Esercito italiano, al Ministero della Difesa, che infine l'ha ceduto al Comune di Affi.

Il municipio è ora proprietario di West Star, dal marzo del 2018. E' da allora che si ragiona all'ipotesi di una riqualificazione dell'ex base Nato, magari per realizzarci un museo della Guerra fredda. Sono in tantissimi i curiosi che in questi ultimi anni hanno chiesto informazioni sul bunker abbandonato. Incastonato nella montagna, è rimasto per molto tempo sconosciuto ai più.

Nel documentario “West Star – Il segreto del Moscal”, realizzato da Verona Report, si racconta di come la base rimase segreta per molti anni: “Gli abitanti del posto sapevano della presenza di qualcosa, ma non avevano mai capito cosa fosse”. Là sotto per decenni si sono alternati soldati americani, europei e italiani.

Nella base segreta anche bar e barbiere

Il bunker – di fatto una base da oltre 12mila metri quadrati di estensione: il doppio di un campo da calcio – era attrezzato di attrezzature di ultima generazione, dal punto di vista militare, ma anche di ogni “comfort” per i soldati che la vivevano, l'abitavano e vi lavoravano. Al di là delle strutture “tecniche”, dal magazzino all'infermeria alla sala conferenze fino ai vari reparti, non mancava una sala mensa (dove sui muri sono ancora attaccati immagini di natura e aria aperta: una sorta di finestre virtuali) e nemmeno spazi attrezzati per il barbiere, e perfino un bar (con tanto di insegna).

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