Vallio Terme: percorsi da scoprire tra sorgenti, montagne e sentieri

Una mappa delle 28 sorgenti di Vallio Terme, raggiungibili tra sentieri e percorsi montani, in mezzo a storia e natura

Si comincia dalla sorgente del torrente Vrenda, per poi continuare con il Fontanì del Malpas, quella della Val del Nosèt, e poi ancora il Fontanì dela Parola, quello de Sonvìc, il Seterù, il Fontanì della Madona, e via via fino a comporre la mappa completa delle risorgive che circondano il paese di Vallio Terme, in tutta una trentina. Non è solo un accurato censimento, il racconto di storia e natura: ma è diventata una vera e propria mappa (disponibile ormai da un paio d'anni) dedicata a escursionisti, camminatori e curiosi.

Il progetto “Sorgenti d'acqua”

Il progetto si chiama “Sorgenti d'acqua”, e come detto raccoglie le 28 sorgenti presenti sul territorio comunale, a partire dal Vrenda fino al Sunvìc, dai 320 metri d'altitudine della sorgente del Seterù fino ai quasi 800 del Malpas. Oltre alla mappatura si è proceduto ovviamente alla messa a punto (e in sicurezza) che sentieri che portano alle sorgenti stesse, ora tutti percorribili. Mappa alla mano, è bello sapere che i percorsi sono liberi e componibili. 

Percorsi liberi tra sentieri e montagne

Nella pratica, non c'è un sentiero obbligato o da fare per forza. Chiunque, gambe in spalla e scarpe comode, può lasciare la sua auto in un comodo parcheggio e cominciare a camminare. Qualche esempio: si può scendere a due passi dal municipio o a Sopranico, risalire per Somagro, Rampiniga e il Bosco dei Venti per raggiungere le sorgenti della Parola, del Postomane, del Costesere a due passi dal Monte Ere (a più di 600 metri d'altitudine). Oppure fermarsi alle porte del paese, risalendo da Gazzino per chi arriva da Gavardo, parcheggiare e percorrere i tratti che portano alla Madona, al Seterù o alla Tesa.

La storia del progetto

“L'idea di valorizzare le sorgenti del territorio – spiega l'ex sindaco (oggi assessore alla Cultura) Floriano Massardi – nasce dal contesto di sottolineare la particolarità importante della piccola valle del Vrenda, luogo da sempre ricco di acque. L'origine del toponimo Vallio, infatti, allude alla presenza d'acqua, riconducibile ai termini valle e ruscello. Il progetto è nato nel 2016 (e completato nel 2018, ndr) e ha il duplice scopo di fornire elementi scientifico-naturalistici per lo studio comparato delle sorgenti e di configurarsi come un intervento a tutela del territorio, che ne promuove l'utilizzo da parte di tutti, anche di sportivi e turisti”.

Tutto quello che c'è da sapere

Per ogni sorgente presente nel progetto (in tutto sono 28, ma ce ne sarebbero state anche di più) è stato realizzato un tabellone segnaletico in loco che riporta il toponimo, anche in dialetto, la localizzazione della sorgente sulla mappa, l'altimetria, la temperatura e il PH dell'acqua, infine una descrizione scientifica del sito, con la sua vegetazione, le sue caratteristiche geomorfologiche e alcune fotografie.

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Sono stati stampati e distribuiti migliaia di opuscoli e volantini, ma l'intero progetto – realizzato con il contributo di Regione Lombardia, in collaborazione con Ecomuseo del Botticino e con i tantissimi volontari e le associazioni del paese – è liberamente consultabile anche sul web, sulla sezione dedicata del sito istituzionale di Ecomuseo. Insomma, basta un clic per conoscerlo. E poi una giornata per provarlo dal vivo.

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