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Una città di ghiaccio dopo la bufera: la magia del rifugio ricoperto di neve

Il Rifugio Altissimo è tornato ad essere una piccola città di ghiaccio: le immagini senza tempo scattate dopo la bufera di neve

Le foto del Rifugio pubblicate su Facebook

“Fantasie di ghiaccio: l'incantevole magia della neve, tra i sospiri del vento”. Poche (ma poetiche) parole per raccontare una scenografia da favola, circondati da un paesaggio quasi surreale a oltre 2mila metri d'altitudine. Il “regno del ghiaccio”, raccontato con le immagini pubblicate su Facebook, è quello del Rifugio Altissimo Damiano Chiesa, a due passi dalla vetta del Monte Altissimo di Nago – la cima più alta della parte trentina della catena del Monte Baldo, sui territori dei Comuni di Nago-Torbole e Brentonico, affacciata sul lago di Garda.

Il rifugio ricoperto di neve e ghiaccio

E' qui, appunto, che si trova il celebre Rifugio (chiuso da circa un mese, per la stagione invernale): gli scatti sembrano fuori dal tempo, e ritraggono gli edifici letteralmente sommersi dal ghiaccio, conseguenza della bufera di neve di una manciata di giorni fa. Tutto è bianco, il paesaggio si confonde con le opere dell'uomo: una meravigliosa istantanea, aspettando tempi migliori (quando anche le cime gardesane fuori provincia si potranno di nuovo raggiungere: dicasi zona gialla). Non è la prima volta che succede, sia chiaro: lo spettacolo si ripete (quasi) ogni anno.

Come raggiungere il Rifugio Altissimo

Il rifugio si trova a 2.060 metri d'altitudine, ed è gestito da Eleonora Orlandi e famiglia: propone cucina e pernottamenti. Lo si può raggiungere a piedi da San Valentino di Brentonico, da San Giacomo (altra frazione di Brentonico), dalla Bocca di Navene e da San Valentino per la Malga Bes; oppure in bicicletta, approfittando degli itinerari in partenza da Nago, Mori e Malcesine. Per informazioni è possibile contattare il 391 3839019 oppure via mail a info@rifugioaltissimo.com.

Una storia più che secolare, a oltre 2mila metri

La storia del rifugio è più che secolare. Venne costruito dalla Sat, la Società alpinisti tridentini, tra il 1889 e il 1891, a poche decine di metri dalla cima del Monte Altissimo di Nago (che raggiunge i 2.079 metri): inaugurato nel 1892, venne successivamente ampliato nel 1897 e nel 1906. Il rifugio divenne di nuovo operativo nel 1921, a pochi anni dalla Grande Guerra, e venne intitolato dal martire trentino Damiano Chiesa. Ma ce ne vollero più di dieci (fino quasi agli anni Sessanta) per il recupero post-bellico del secondo conflitto mondiale.

Da allora è diventato un cult, per appassionati e non, anche grazie al miglioramento della viabilità sul Monte Baldo, l'allargamento della carrozzabile tra Brentonico e Ferrara e con la costruzione della funivia di Malcesine. Nel 1963 la sezione Sat di Rovereto ha ceduto il rifugio alla sezione Sat di Mori, che ha provveduto a una serie di ampliamenti e adeguamenti, l'ultimo dei quali solo nel 2015.

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