menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

I Giorni della Merla tra storia e leggenda: ecco perché si chiamano così

Leggende popolari (note anche nel Bresciano) che raccontano le origini dei Giorni della Merla: come da tradizione saranno il 29, il 30 e il 31 gennaio

Ci siamo arrivati anche quest'anno, ormai è questione di ore: come da tradizione scattano il 29 gennaio (e fino al 31) i "Giorni della Merla", da sempre considerati i più freddi dell'anno. Certo, causa global warming tante cose sono cambiate: è stato così anche lo scorso anno, nel 2020, quando ai tre celebri giorni si sono accompagnate temperature sopra la media, e picchi - registrati a Brescia città - addirittura di 14 gradi (al sole). Ma invece quest'anno come andrà? Le previsioni in tal senso non sono delle migliori: farà freddo, e sono attese precipitazioni piovose ma che diventeranno neve sopra i 1.300 metri d'altitudine (almeno in Valcamonica). Giorni della Merla, perché si chiamano così?

I Giorni della Merla tra storia e leggenda

Sono due le versioni più note della celebre leggenda che avrebbe portato all'origine dei Giorni della Merla. A mente fredda, possono essere interpretate come una versione accelerata (e semplificata) della teoria dell'evoluzionismo: ma non è questo il momento per discuterne. La versione più scientifica, invece, rimanda ai giorni più freddi dell'anno per motivi di calendario: a conti fatti, siamo nel pieno dell'inverno.

Le due leggende più note

Vediamo ora le due leggende più note. La prima è quella che probabilmente tutti i bresciani conoscono: si narra che una merla e i suoi piccoli, a quel tempo di piumaggio nero come i maschi, alla fine di gennaio trovarono rifugio in un comignolo, da cui uscirono solo dopo tre giorni. Quando si allontanarono, però, non erano più neri: erano diventati grigi per via della cenere.

Questo a giustificare, dunque, la differente colorazione delle piume tra esemplari maschi e femmine. La seconda versione racconta dei dispetti che il mese di gennaio faceva a questa povera merla. Si divertiva, infatti, a farle patire il freddo ogni qualvolta che lei abbandonava il nido, in cerca di cibo. Stanca della fastidiosa situazione, ci fu un anno in cui la merla decise di fare scorta di provviste, per non lasciare il nido per tutto il mese.

A quel tempo il mese di gennaio durava solo 28 giorni: uscita dal nido alla fine del ventottesimo giorno, scatenò l'ira di gennaio che chiese in prestito tre giorni a febbraio. E in quei tre giorni fece piovere e nevicare, fece soffiare il vento a più non posso facendo crollare le temperature. Per lo stesso motivo di cui sopra, dunque, la merla trovò rifugio in un comignolo, dove rimase per tre giorni. Alla fine della tempesta le sue piume erano ormai tutte grigie.

Un'altra tradizione popolare

Un'altra leggenda popolare fa sì che i Giorni della Merla siano utili anche per le previsioni del tempo a lungo termine. Se infatti in quei tre giorni le temperature sono miti, così si dice, allora significa che l'inverno durerà ancora a lungo. Se invece farà davvero freddo, allora l'inverno sta per finire, e la primavera non tarderà ad arrivare. Speriamo sia così, almeno quest'anno: e che la primavera spazzi via anche il maledetto coronavirus.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
  • Cronaca

    Lombardia, vaccino anti Covid 50-59 anni: quando e come prenotare

  • Cronaca

    Lumezzane: ritrovato sano e salvo il 20enne Mubarik Khizar

  • Cronaca

    Ha solo 20 anni, ma è già una narcotrafficante: presa con 100 grammi di cocaina

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BresciaToday è in caricamento