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Formigoni fa la nuova Giunta, ma è scontro con la Lega sulla data del voto

Per Salvini, venerdì prossimo si scioglierà il Consiglio regionale, quindi il prefetto di Milano per il voto "potrà scegliere una data fra domenica 16 dicembre e domenica 27 gennaio: accelerare di 15 giorni sembrerebbe una scelta sciocca"

La Lombardia da ieri ha la nuova giunta post scandalo 'Ndrangheta, in cui la Lega Nord è rappresentata dal vicepresidente. Ma la scommessa è fino a quando rimarrà in carica perché è apertissimo lo scontro fra il presidente Roberto Formigoni, che promette lo scioglimento del Consiglio regionale per venerdì prossimo, e il Carroccio che chiede un election day ad aprile. In tutto questo, l'unico partito che vuole rimandare le elezioni alla primavera, cioé il Carroccio, è anche l'unico ad avere già fatto le primarie lo scorso fine settimana.

Risultato: un plebiscito per Roberto Maroni (circa 76% delle preferenze, riferiscono dalla Lega) nei 1.700 gazebo allestiti in tutta la Regione. Ora che ha trovato il suo candidato, il Carroccio è disponibile a primarie di coalizione, ma resta contrario a sciogliere il Consiglio questa settimana. Di un candidato leghista non vuol sentire però parlare Formigoni, perché il posto di suo successore "spetta al Pdl". Intanto la giunta ha iniziato a lavorare con una prima riunione: undici assessori (di cui otto new entry, fra cui professori universitari, un generale dei Carabinieri in pensione Nazzareno Giovannelli e il presidente del Coni milanese Filippo Grassia) contro i 16 precedenti, un solo sottosegretario (Paolo Alli, fedelissimo di Formigoni, confermato all'Expo) e un delegato alla Trasparenza (altra conferma, l'ex presidente della corte d'appello di Milano Giuseppe Grechi).

Confermato lo 'storico' assessore al Bilancio Romano Colozzi. Confermata l'assessore all'Istruzione Valentina Aprea, che si era dimessa dal Parlamento dopo essere entrata in giunta lo scorso febbraio, mentre invece lascia la squadra Ombretta Colli. A dare le prime anticipazioni via Twitter ieri mattina è stato lo stesso Formigoni, che ha annunciato l'arrivo alla Sanità del presidente della associazione Sla Mario Melazzini, Andrea Gilardoni, docente della Bocconi, alle Infrastrutture e soprattutto il leghista Andrea Gibelli alla vicepresidenza. Una presenza "doverosa" per controllare, secondo il segretario della Lega lombarda Matteo Salvini, che ieri ha ingaggiato un duello via social forum con il governatore. Formigoni ha detto che si tratta di una giunta di qualità fatta di persone che vengono dalla "società civile" che lavorerà per un "periodo limitato".

Lui è sicuro che venerdì prossimo si scioglierà il Consiglio regionale, quindi il prefetto di Milano per il voto "potrà scegliere una data fra domenica 16 dicembre e domenica 27 gennaio". Secondo Salvini, però, "una volta fissato il termine dell'Era Formigoni dopo 17 anni, accelerare di 15 giorni sembrerebbe una scelta sciocca che metterebbe in difficoltà famiglie e imprese". Fra le cose ancora da fare il Carroccio mette il bilancio e la riduzione dei ticket e soprattutto la legge elettorale. La seduta del Consiglio prevista per giovedì prossimo è slittata a venerdì, con discussione ad oltranza prevista fino a martedì. Però il Pdl ha avvertito "se venerdì mattina la discussione sulla legge elettorale non darà i suoi frutti, e se qualcuno farà ostruzionismo - ha spiegato il capogruppo Paolo Valentini - ci saranno le nostre dimissioni immediate". E allora tutti a casa.
 

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