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Lonato: la 'folla' all'ingresso del seggio delle scuole medie - © BresciaToday.it

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Elezioni, ecco chi 'cadde' a Lonato: crollano PD e M5S, Bocchio in ritirata

L'analisi elettorale di Antonio Scanziani Champ. Sconfitte le tre 'donne samurai', vincono i due medici: Tardani del centrodestra e Simbeni del centrosinistra. Flop dell'ex sindaco Mario Bocchio

Nella quinta puntata della nostra cavalcata sulle elezioni di Lonato abbiamo analizzato i voti del passato concludendo: “Generalmente queste caratteristiche indicano una popolazione che preferisce lo “statu quo” e con questo non intendo siano fan della band inglese che ha un nome simile (Status quo). Piuttosto se ne dedurrebbe che i lonatesi, in politica, non sembrerebbero amare cambiamenti repentini.” L’analisi s’è puntualmente confermata, salvo un clamoroso “flop”: l’ormai ex sindaco Mario Bocchio come candidato consigliere nella lista “Bocchio per Lonato” ha racimolato uno scarno 8,67% che, con 649 voti raccolti. pone la lista al 7° posto sulle dodici che si sono presentate. Se poi andiamo ad analizzare i voti raccolti dai candidati consiglieri nella lista “Bocchio per Lonato” l’insuccesso dell’ex sindaco appare clamoroso: ben quattro consiglieri della lista intestata a suo nome lo hanno superato. Se si pensa che appena cinque anni fa la sua candidatura a sindaco raccolse 55,65% dei voti si dovrebbe riflettere sui perché questo  consenso in soli cinque anni sia sparito.

Vi è una certezza: il prossimo sindaco di Lonato sarà un medico. Evidentemente gli abitanti della cittadini prediligono i laureati in medicina, anche se in fondo questa seconda “cura” di Mario Bocchio, a giudicare dai risultati delle votazioni, sembra che non l’abbiano particolarmente gradita. Anche le due novità di queste elezioni comunali (Rossella Magazza e Silvia Razzi) non hanno raccolto i consensi che  si attendevano. Infatti il “Movimento 5 Stelle” non ha ripetuto il successo  delle “europee” (20,82%) raccogliendo soltanto il 6,6% alle comunali 2015. La Silvia Razzi si è presentata con una campagna all’americana, ma non è riuscita a superare un il 13,4%, pur classificandosi al terzo posto tra le liste presenti. Va tenuto tuttavia presente che anche il PD non è stato premiato in queste elezioni racimolando un 13,87% che sembrerebbe “poca cosa” considerando il successo ottenuto alle europee dove era risultato il primo partito, con il 38,11%. Gli alleati del PD, “Progetto Lonato” è distaccato soltanto di un 2%, avendo raccolto l’11,53%.  La terza candidata, Daniela Carassai si è fermata sotto il 10% e adesso potrebbe rappresentare un’alleata per importante Simbeni del centrosinistra.

Una situazione particolare dal punto di vista politico, quella di Lonato. La pletora di liste ricorda la Repubblica di Weimar (nota 1) della fine degli anni venti del secolo scorso. Se si pensa che la Lega Nord, con il 17,24% è il primo partito lonatese, ma non riuscirà ad esprimere un proprio sindaco si ha la conferma di quest’anomalia.

Adesso partiranno le più o meno segrete trattative per le alleanze in vista del ballottaggio. Anche se dovrebbe partire come favorito Tardani che ha una solida base con il 41,85% mentre Simbeni (26,54%) la uno svantaggio di 15 punti percentuale. Torneremo sull’argomento non appena lo scenario sarà più chiaro.

  1. La Repubblica di Weimar Regime politico instaurato in Germania dopo la Prima guerra mondiale. Così chiamata dalla città di Weimar., dove fu elaborata la sua Costituzione, ebbe vita tra il 1919 e il 1933 e fu spazzata via dall’avvento di Hitler. Poggiava sui tre principali partiti politici affermatisi nel dopoguerra: il Partito socialdemocratico, il Centro cattolico-moderato e il Partito democratico (liberali di sinistra)
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