"Un lume a tutte le finestre": la strage di Bologna, la memoria che ritorna

Il ricordo della strage di Bologna, a 35 anni esatti dalla tragedia. Le parole di Maria Teresa Martini, all'epoca funzionaria del Comune di Bologna, e il parallelo 'obbligato' con la strage di Piazza Loggia a Brescia

2 agosto 1980, stazione di Bologna. Ore 10,18. Nella sala d'aspetto Angela Fresu – ha soltanto 3 anni – sta ansiosamente aspettando il treno per Verona, per raggiungere il lago di Garda per qualche giorno di vacanza, con la mamma che cerca di tenersela vicina. Ore 10.20, un boato: Angela Fresu vola in alto come tanti in attesa, ma lei nel volo sparisce nel nulla. Intrappolati sotto le macerie, verranno estratti uno ad uno da mani amiche. Ci vorranno gli autobus per portarli in ospedale, non bastano ambulanze, medici, infermieri.

Tanti sono precipitosamente rientrati dalle ferie, per soccorrere i feriti. Ore 10.30, il segretario del sindaco (Zangheri è a Mosca) mi segnala dello scoppio alla stazione, non si conosce ancora la causa e l'ampiezza della tragedia: rintraccio il vicesindaco Gherardi, che stava partendo per le ferie. Da quel momento fino a notte fonda non usciremo più dall'ufficio, nella speranza di essere utili per fare qualsiasi cosa, necessaria e non prevedibile. Con noi anche amministratori, colleghi, Questura, Prefettura..

Per giorni, impegnati su più fronti, abbiamo cercato notizie. Notizie di tanti, di troppi che non erano partiti, dei familiari, dei tanti bloccati per sempre al primo binario, al bar, sul taxi. Intrappolati come i sopravvissuti, i feriti intrappolati nell'animo. Persone martoriate, famiglie distrutte, e un mondo sottosopra. Di Angela non è più stata trovata traccia, se non mesi dopo sotto un treno per Basilea. Svanita come tanti bambini nell'agosto del 1945 a Hiroshima o Nagasaki: brandelli, cenere e vetro..

Spero che anche Brescia – che sembra aver trovato dopo 41 anni il mandante della strage di Piazza Loggia – insiem al lago di Garda, quello che Angela e sua mamma con le sue amiche avrebbero voluto raggiungere, ricordarla in questo 2 agosto 2015. Con un abbraccio infinito, che dal Mincio al Po, e poi per l'Appennino, possa raggiungere i suoi cari, in Toscana e in Sardegna. Mi chiedo: possiamo mettere alla finestra un lume, e la mattina un segno di lutto? Magari dedicarle un pensiero, o un verso.

Sono passati 35 anni, e non v'è traccia dei mandanti della strage, non si sa ancora il perché di questa tragedia. Fino a quando? Abbiamo il diritto-dovere di conoscere i responsabili di tante tragedie, affinché nuovi e temili agguati mai si ripetano, mentre piangiamo per le vittime, senza mai stancarsi di pretendere giustizia, sempre più ad alta voce. Un lume a tutte le finestre: almeno questo, per loro.

Maria Teresa Martini
Funzionaria del Comune di Bologna i giorni della tragedia
Ora a Moniga del Garda, ancora senza pace

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