Economia

Il "cartello" dell'acciaio per gestire prezzi e vendite: multe per 142 milioni di euro

Coinvolte anche sei aziende bresciane: sono accusate di aver costruito un trust per le vendite

Foto di repertorio

Otto imprese siderurgiche che sarebbero coinvolte nel “cartello” dell'acciaio, e di queste ben sei sono bresciane: multate per centinaia di milioni di euro dall'antitrust. Il motivo: negli ultimi anni (dal 2010 al 2016) le aziende avrebbero posto in essere appunto un “cartello”, un trust dell'acciaio con cui direzionare ordini e prezzi dei prodotti. Il totale della ‘stangata’ ammonta a oltre 142 milioni di euro.

Le multe sono salate, salatissime: vanno dalle poche centinaia di migliaia di euro per la Stefana agli oltre 43 milioni e mezzo di euro per le Ferriere Nord di Udine. Per alcune aziende il “peso” della multa vale come l'utile netto di un anno intero, e dunque il guadagno di un anno intero.

Queste le aziende che sarebbero coinvolte, e per cui è già stata predisposta la sanzione dell'antitrust. Le bresciane: Alfa Acciai 30,41 milioni di euro di sanzione, Ferriera Valsabbia 10,84 milioni, Feralpi Siderurgica 29,42 milioni, Stefana 120mila euro, Industrie Riunite Odoloesi 6,35 milioni, Ori Martin 7,1 milioni.

Ci sono anche altre due aziende coinvolte: le Ferriere Nord di Udine (che dovrebbe essere multata di 43,53 milioni di euro) e la Riva Acciaio di Milano (15 milioni). I gruppi industriali accusati del “cartello” si starebbero già muovendo per un ricorso al Tar.

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