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Stipendi bloccati da anni, sciopero generale anche nelle fabbriche bresciane

Adesioni fino al 100% nelle fabbriche bresciane per lo sciopero generale dei metalmeccanici: operai in lotta per il rinnovo del contratto nazionale

“I lavoratori e le lavoratrici hanno aderito in massa allo sciopero generale di oggi. E' importante che i metalmeccanici contribuiscano con questa mobilitazione al rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro. Abbiamo voluto dare un segnale forte con la pluralità di iniziative che si stanno continuando a fare su tutto il territorio nazionale”.

Parola di Francesca Re David, segretaria generale della Fiom, a poche ore dallo sciopero generale nazionale (di 4 e 8 ore) organizzato per giovedì 5 novembre insieme alla Fim-Cisl e ai metalmeccanici della Uilm. In tutta Italia sono stati organizzati tanti piccoli presidi, ovviamente nel rispetto delle distanze e delle norme di sicurezza, ma non a Brescia dove – spiega Antonio Ghilardi della segreteria bresciana della Fiom – “abbiamo preferito essere prudenti, e dare comunque un segnale di responsabilità”.

Nel Bresciano adesioni anche al 100%

E' andata bene anche (e in particolar modo) nel Bresciano, con un'altissima adesione: in alcune fabbriche si è arrivati al 100%, come alla Iro di Odolo, e in tante altre ben oltre il 90% (Alfa Acciai, Almag, Cofemo, Fonderie San Zeno, Eredi Gnutti, Metra e Simonfond solo per citarne alcune). “Registriamo una forte risposta dei lavoratori – dice ancora Ghilardi – convinti che il contratto nazionale sia da difendere e che per farlo si debba anche lottare. Il contratto nazionale è uno strumento unificante e non discriminante, una forma di tutela anche per le fabbriche più piccole dove spesso i contratti aziendali nemmeno vengono rinnovati”.

Quasi un decennio senza aumenti "veri"

L'ultimo accordo risale al 2016, ormai quattro anni fa, con un aumento salariale che di fatto vale 40 euro in un triennio: l'ultimo aumento "vero", dunque, risalirebbe ormai al 2012. “E' un anno che aspettiamo, abbiamo avuto una dozzina di incontri con Federmeccanica ma di fatto la discussione non è mai partita – continua Ghilardi – soprattutto sul salario, che è il punto focale delle nostre richieste. E adesso hanno interrotto le trattative. Ci auguriamo che da Federmeccanica prendano coscienza per riaprire la discussione, altrimenti faremo in modo di tornare a sensibilizzarli”.

Pandemia e cassa integrazione

Il riferimento, velato ma non troppo, è a ulteriori mobilitazioni, anche se ora di programmate non ce ne sono. “Nonostante il momento difficile, è un bene che l'adesione sia stata così alta – incalza Ghilardi – ma è d'obbligo una riflessione sulla pandemia. Hanno pensato di chiudere tutto, ma nessuno ha mai pensato per un secondo di fermare le fabbriche o rallentare il sistema produttivo. Il virus forse non è uguale per tutti: vero che non ci sono stati momenti di contagio in fabbrica, ma non nego che la preoccupazione sia tanta anche tra gli operai”.

C'è anche il tema della cassa integrazione, di cui in pochi parlano: “Ci sono gli operai delle aziende sindacalizzate che hanno avuto, almeno, l'anticipo Inps. Ma in tante aziende, più piccole e senza sindacato, ci sono lavoratori che aspettano la Cig ancora da marzo o aprile”. A latere dell'aumento salariale, queste alcune richieste avanzate con lo sciopero: tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, stabilizzare l'occupazione e il precariato e ottenere la “clausola sociale”, il riconoscimento delle competenze professionali, la contrattazione sullo smart-working “per conciliare i tempi di vita e di lavoro”.

La "spaccatura" di Confindustria

C'è attesa per qualche buona notizia, che potrebbe davvero arrivare. In queste settimane, infatti, anche Confindustria in un certo senso si è spaccata: il presidente Carlo Bonomi da tempo spingeva per contratti aziendali e legati alla produttività del lavoro, ma nel frattempo – in barba alle indicazioni della Confederazione degli industriali – è stato firmato il contratto degli alimentaristi, con aumenti medi di 119 euro per quasi 7mila aziende e 400mila addetti.

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