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Via Villa Glori: mobili per i poveri, lo 'store' sociale di Mandacarù

Progetto di recupero e di sostegno con l'associazione Mandacarù che ha appena inaugurato un nuovo 'store' sociale, in cui si vendono mobili a pochi euro. Ad occuparsi della gestione i ragazzi della cooperativa del Calabrone

Mandacarù nasce nel 1995, e si pone un obiettivo preciso: “Restituire in modo alternativo ai poveri quanto era stato loro sottratto con scelte politiche alimentate dal dilagare il consumismo”. Oltre a questo, altri due obiettivi etici: “Contenere lo spreco evitando l’intasamento di discariche e cassonetti, favorire il riutilizzo di indumenti ed oggetti ‘vecchi’ per qualcuno ma ‘nuovi’ per altri”.

Ed è cominciata così la vita dell’associazione bresciana, poco meno di 20 anni. Ha cominciato ad occuparsi delle vendita di ‘riciclo’ dei vestiti, ancora celebre lo slogan che accompagnava i loro appuntamenti, “quando la scelta di un vestito diventa una scelta etica”.

In un ventennio, o quasi, da quelle vendite hanno ricavato circa 1,4 milioni di euro: mica poco. Soldi che sono stati reinvestiti in tanti piccoli grandi progetti, ovviamente sociali e ovviamente internazionali. Dai primi esperimenti, ancora negli anni ’90: scuole di artigianato per disoccupati, centri di aggregazione, aiuti agli alluvionati, recupero di tossicodipendenti.

Progetti che aumentano anno dopo anno, dal Brasile al Perù, dall’Angola all’Albania. Progetti che diventano case e scuole, trasporto di provvigioni alimentari, sostegni alle vittime di guerra, o di catastrofi naturali. Fino al supporto con le associazioni italiane, e bresciane, progetti di recupero anche ‘nostrani’.

Fosse un’azienda, si direbbe che funziona, e bene. Tanto che proprio negli ultimi giorni l’associazione Mandacarù ha ufficializzato l’apertura (in via Villa Glori 10) di un nuovo magazzino di 450 mq, che questa volta vende mobili. Ovviamente usati, e che possono venire a costare una manciata di euro, tavoli o poltrone anche a meno di 10.

Comincia così una nuova stagione, in sinergia con la cooperativa degli Amici del Calabrone, che negli anni si è specializzata (a Brescia e dintorni) nel recupero dei tossicodipendenti, o nei servizi di supporto ai poveri, ai clochard, vedi Emergenza Freddo. E proprio i ragazzi (ri)accolti nella cooperativa si occuperanno di gestire il capannone, o meglio il magazzino.

Accoglieranno i ‘clienti’, spesso persone disagiate e che hanno davvero bisogno di un aiuto. Insieme ai volontari seguiranno le attività del negozio solidale, fino ad aprire un laboratorio di restauro. Certo una goccia nel mare, ma pur sempre una goccia.  

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