Economia

Mezzo miliardo di euro sottratti al fisco: truffati 10.000 lavoratori

Volge al termine l'inchiesta "Grey Work" della Guardia di Finanza: un "affare" da mezzo miliardo di euro, 97 indagati, 62 aziende coinvolte. Truffati almeno 10.000 lavoratori dell'edilizia

Di padroni buoni, non ce ne sono. Lo ripeteva un noto metalmeccanico bolognese, praticamente in ogni intervista. A ragione o a torto, ma spesso a ragione: anche in luce dell'ultima inchiesta della Guardia di Finanza nel bresciano. Quasi un centinaio di persone indagate, 500 milioni di euro evasi o nascosti al fisco, 62 aziende coinvolte, circa 10mila lavoratori a cui non sarebbero stati versati i contributi.

Un'ecatombe, fiscale e lavorativa. Fiscale perché all'appello, appunto, mancherebbe fino a mezzo miliardo di euro. In meno di 10 anni, dal 2007 ad oggi: l'inchiesta “Grey Work” – lavoro grigio – ha fatto emergere una “tratta” di lavoratori che risultavano assunti regolari, ma a cui invece non sarebbero mai stati versati i contributi. Le indagini sono “scattate” da Manerbio.

Nelle buste paga infatti pareva tutto regolare: trattenute, ritenute, addizionali, Inps e chi più ne ha più ne metta. Ma la quota versata invece versata non era: ad anni di distanza il pagamento dei contributi non risulta.

Affari sporchi, nel bresciano e non solo: delle 62 aziende coinvolte molte duravano poco, pochissimo. Era una strategia: venivano costituite appositamente, in pochi mesi la chiusura o il fallimento e soprattutto la distruzione di ogni traccia contabile o fiscale.

In tutto sono addirittura 97 gli indagati: imprenditori edili ma anche consulenti. Tutti d'accordo per truffare lo Stato, evadere le tasse ma soprattutto “fregare” i lavoratori. Operai che hanno lavorato per anni, come se fossero in nero. Anche se regolarmente assunti.

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