Economia

Addio flat tax: cosa succederà a tasse e fisco con il governo Draghi

Cosa succederà con il nuovo governo? Il presidente incaricato guarda al modello tedesco

Il presidente incaricato Mario Draghi

Il premier incaricato Mario Draghi ha già fatto intravedere, nel corso dei colloqui con le forze politiche, le sue idee sulla riforma fiscale. Per lui l'ideale sarebbe un sistema basato sulla progressività e sulla lotta all'evasione fiscale. Un parlamentare uscito dalle consultazioni ha dichiarato all'Adnkronos che il presidente incaricato: ''Ha parlato di rimodulazione delle aliquote, con un sistema progressivo, senza aggiugere nuove imposte; scartando l'ipotesi di aliquota unica e flat tax".  

Cosa succede alla riforma fiscale con il governo Draghi

Come spiegavamo anche in un altro articolo, Draghi aveva già esposto convinzioni piuttosto decise in materia fiscale.

Concretamente per quanto riguarda l’Irpef -  scriveva - il modello da adottare dovrebbe essere quello tedesco, caratterizzato da aliquote continue e da una crescita più graduale del prelievo. Ma ci sono anche altre correzioni da fare, in direzione di una maggiore progressività effettiva: ad esempio il parziale ritorno dei redditi da capitale nella base imponibile dell’imposta sul reddito, con alcune esclusioni, il riordino delle tax expenditures (ed anche dei sussidi ambientali), la razionalizzazione delle imposte indirette e l’ulteriore spinta sul fisco telematico.

Insomma Draghi avrebbe in mente un modello simile a quello proposto dal Pd: progressività del carico fiscale, ma guardando al sistema tedesco che si basa su una curva crescente della tassazione e non prevede aliquote. La riforma complessiva dovrebbe essere finanziata con il proseguimento della lotta all’evasione. Secondo le indiscrezioni filtrate in queste ore, a beneficiare di una eventuale sforbiciata delle tasse e in particolar modo dell'Irpef dovrebbero essere i redditi medio bassi. Una linea che trova molti sponsor a sinistra e tra gli (ex?) alleati della coalizione giallorossa. "Un aspetto su cui ci ritroviamo con Draghi è il tema del fisco in una logica europea di progressività, equità e lotta all'evasione" ha fatto sapere il capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro. "Questa - ha aggiunto - può essere davvero la grande occasione per la lotta all'evasione, un cancro che mangia l'economia sana del paese". 

Sarà invece molto difficile che l'ex capo della Bce possa accontentare Salvini sulla flat tax. Insomma, sul fisco la maggioranza è già spaccata. Incontrando le forze politiche, Draghi avrebbe comunque assicurato che la riforma non dovrà prevedere "nuove tasse o imposte". Un punto che di sicuro non dispiacerà alla Lega e al centrodestra.

A confermare la ricostruzione delle agenzie di stampa sono arrivate anche le parole di Giorgia Meloni al termine dell'incontro con Draghi alla Camera. "Il presidente Draghi ha detto che le tasse non aumenteranno. Ha parlato di un sistema fiscale basato sulla progressività. Questo significa che non ci sarà la flat tax e mi dispiace'' ha fatto sapere la leader di Fratelli d'Italia. Che poi ha aggiunto: "Sulla flat tax abbiamo una proposta, incrementare cioè del 15% netto rispetto a quanto dichiarato l'anno precedente, una specie di anticamera di flat tax. Ma ora è evidente che non sarebbe una proposta risolutiva, era stata immaginata in un contesto di normalità. Sull'impostazione progressiva, dipende. Io credo che serva uno choc fiscale, credo che all'Italia serva uno choc fiscale e investimenti pubblici". 

Di tutt'altro avviso il segretario del Pd Nicola Zingaretti che ha definito "importante" fare la riforma del fisco con i "pilastri indicati di progressività fiscale, rifiuto di proporre nuove tasse, rifiuto della cultura dei condoni come soluzione di questo tema che sarebbe sbagliata e attenzione alla fiscalità sul lavoro". Insomma, con l'ex capo della Bce sembra esserci sintonia. 

Addio flat tax? L'incontro tra Salvini e Mario Draghi

E proprio gggi pomeriggio Matteo Salvini incontrerà il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. Lo farà con i capigruppo della Lega Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. Salvini non intende parlare di ruoli o ministeri, ma di progetti concreti. In queste ora sta definendo il dossier con le proposte della Lega su lavoro, fisco, infrastrutture, scuola, giustizia. Salvini, si apprende da fonti della Lega, è soddisfatto per i sondaggi, che testimoniano la crescita del partito.

Per la Lega, l'idea della flat tax non è da mettere nel cassetto. "Se il presidente incaricato Mario Draghi leggerà la nostra proposta di riforma fiscale, già depositata in Parlamento, potrà verificare che rispetta pienamente il principio della progressività previsto dall'articolo 53 comma 2 della nostra Costituzione'' spiega in una nota il senatore del Carroccio, Armando Siri che rassicura anche sulla disponibilità ad un confronto costruttivo in ogni momento. ''Il nostro ddl - aggiunge - è frutto di un lungo e scrupoloso confronto con la direzione Finanze del Mef con la quale si è raggiunto un grado di fattibilità tecnica''. Per ottenere la progressività, secondo Siri, si può procedere ''non solo con gli scaglioni e con le aliquote, ma anche con un nuovo sistema di deduzioni sulla base del reddito familiare e quindi capace di andare davvero incontro alla necessità di avere un'imposta inversamente proporzionale al reddito in presenza di carichi''. Per il senatore ''50 anni di aliquote alte e di repressione fiscale" non hanno risolto il problema dell'evasione fiscale. ''Fissare un'aliquota massima al 15% non significa che l'imposta reale non sia progressiva'' spiega Siri. ''La decisione finale spetta alla politica - conclude il senatore - e può venire solo da un confronto approfondito e preciso".

Fonte: Today.it

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