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Venerdì, 1 Marzo 2024
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San Faustino: cos'è il Tirapicio e perché si chiama così

Fenomenologia del dolce tipico nostrano

Non è San Faustino se non si compra il Tirapicio. E' un mantra della tradizione bresciana, che si è riproposto anche quest'anno per l'edizione 2024 della mitica Fiera - attesi più di 300mila visitatori - che ha riempito la città di bancarelle, vivacità, spensieratezza (ogni tanto serve anche questo). E nella miriade di stand per le vie del centro non mancava, appunto, il Tirapicio: tipico dolce da "passeggio" per grandi e piccini, da degustare camminando. Ma quali sono le origini della ricetta (e soprattutto della sua curiosa denominazione)?

La "ricetta" del Tirapicio

Ci viene in aiuto l'Associazione Caliniani, che in un lungo post su Facebook ci racconta la sua storia. Il Tirapicio è il tipico dolce della Fiera: "Subito dopo la Seconda guerra mondiale - scrivono i Caliniani - i caramellai-pasticceri versavano sul bancone di zinco lo zucchero, il miele e la melassa. Impastavano gli ingredienti fino ad ottenere una matassa densa, si sputavano sulle mani (anche in pubblico, niente formalità) e attaccavano la matassa elastica a un grosso gancio fisso. La tiravano quasi un metro, quindi la arrotolavano su sé stessa, la riallungavano e di nuovo la arrotolavano. Alla fine tagliavano questa striscia dolce in tanti bastoncini per poi farla indurire definitivamente sul bancone di vendita".

Le origini del nome

Bene la storia gastronomica, ma perché Tirapicio? "Il nome è leggendario, trovare la vera etimologia è complicato, anche chiedendo a molti - continuano i Caliniani -: ognuno ha la propria versione. Noi abbiamo incontrato Giovanni, quarta generazione di produttori di Tirapicio. Viene da Pavone Mella e ci racconta che la sua famiglia viene proprio soprannominata i Tirapici. Ci dice che il nome è formato da due parole: deriva dal modo con cui si lavora il caramello, bisogna fonderlo e renderlo morbido, quindi le operazioni da fare sono un susseguirsi di impasti e tiraggi. Picio invece è una parola dai molti significati: indica sia l'organo genitale maschile che una persona debole e un po' incapace, quindi il padrone, per stimolare il sottoposto a tirare con più vigore, era solito ripetere Tira, picio!". Mistero (forse) svelato.

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