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Regione: prove di accordo Pdl-Lega, venerdì l'incontro

Continuano nel centrodestra le trattative in vista delle prossime elezioni regionali: le distanze al momento appaiano difficilmente sanabili. Ma entrambe le parti sanno che, correndo da sole, sarebbe per loro un suicidio annunciato

In Lombardia Pdl e Lega Nord provano a trovare un accordo su un candidato comune alle prossime elezioni regionali. E' fissato per venerdì a mezzogiorno l'incontro fra il coordinatore regionale del Pdl, Mario Mantovani, e il segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini. "Un primo passo" l'ha definito il senatore del Popolo della Libertà, che rispetto a Roberto Maroni pensa, però, a una tempistica diversa.

Mantovani è convinto che non ci sia fretta di trovare un nome prima di Natale, mentre il capo del Carroccio chiede di "prendere una decisione entro pochi giorni". "Non do ultimatum - ha spiegato Maroni - ma noi siamo pronti e se il Pdl resta lì ancora dieci giorni, arrivederci e grazie". Anzi, ha poi aggiunto, "aspetteremo fino a domenica" per avere un segnale. La questione della Lombardia, d'altronde, è diversa da quella nazionale. A livello romano, il segretario del Carroccio esclude qualsiasi alleanza con il Pdl finché il partito di Berlusconi sostiene Monti.

"In Lombardia - ha invece osservato - siamo al governo da dodici anni e, per mia eccessiva generosità, ho detto 'vediamo se ci sono le condizioni per andare avanti'. La Lega Nord, con le primarie, ha scelto lui come candidato presidente, mentre il Pdl, dopo la riunione di lunedì scorso, é orientata a chiedere un proprio candidato anche se considera prioritario il rapporto con il Carroccio. Dunque una soluzione, anche se non la preferita di Silvio Berlusconi, potrebbe essere quella di primarie di coalizione se non si troverà l'accordo su un nome. Ma nessuna decisione è presa.

Chi ancora spera nell'appoggio del Pdl è l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, che però non intende fare le primarie, perché vuole portare avanti un progetto civico e propone al partito di fare un congresso per scegliere fra un progetto legato al Ppe e l'alleanza con la Lega Nord. "Non ho intenzione di partecipare alle primarie - ha ribadito - perché non ho condiviso con gli altri iscritti l'alleanza con la Lega come coalizione cogente con un partito il cui unico scopo è la propaganda e animazione come dimostra la raccolta firme per proporre un referendum sull'Europa contemporaneamente all'individuazione del loro candidato alla Presidenza della Regione. Ribadisco: io mi riconosco nel Ppe, la Lega è altro".

Né Albertini, né Maroni, però, "sono in grado di offrire" la discontinuità che serve alla Regione, secondo Umberto Ambrosoli, l'avvocato che si è candidato alle primarie del centrosinistra e ieri ha presentato le linee guida del suo progetto. Non c'é dubbio che per lui la campagna elettorale sia già cominciata: ha attaccato infatti non solo Maroni e Albertini ma anche il presidente uscente Roberto Formigoni, dicendo no all'idea di un uomo solo al comando, al "modello del 'governatorismo' che non ha portato benefici".

In questa situazione, il Movimento 5 Stelle spera in un successo superiore a quello che ha ottenuto in Sicilia. "Lì abbiamo ottenuto il 20% - ha concluso il sindaco grillino di Parma ieri a Milano - qui si può fare di più".
 

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