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Lombardia, Formigoni lascia dopo 18 anni: "Ho fatto il mio dovere"

"Abbiamo la tranquilla coscienza di aver fatto per gran parte il nostro dovere", ha dichiarato il Celeste nella conferenza di commiato di fronte ai giornalisti

Mezz'ora di conferenza stampa per mettere il sigillo su diciotto anni alla presidenza della Lombardia. Senza fronzoli, senza sorprese. E' stato un Roberto Formigoni formale, al limite dello stile burocratico, quello che si è presentato questa mattina all'undicesimo piano del 'suo' grattacielo per dire che quanto è stato fatto in questo quasi ventennio di amministrazione ha un bilancio "positivo". Il governatore uscente ha portato davanti ai giornalisti un faldone anche per dare un segno plastico del suo impegno.

"Dopo 18 anni di governo - ha sintetizzato al culmine di una serie di citazioni tecniche - lasciamo un bilancio coi conti in ordine, con una situazione di equilibrio, senza buchi né nel bilancio della Regione Lombardia né in quello delle aziende sanitarie né in quello delle aziende ospedaliere né di quelle partecipate".

Nel faldone che ha posizionato a fianco del microfono c'erano 4 documenti che, ha spiegato il presidente uscente, dicono tutto ciò: si tratta di una relazione di fine legislatura approvata dalla sua Giunta e tre pareri esterni da parte della Corte dei Conti, di Moody's e di Deloitte Touche.

Insomma, a Roberto Maroni che nei prossimi giorni prenderà possesso del suo ufficio, Formigoni ha assicurato un'eredità "trasparente" che dovrebbe smentire l'immagine della Regione offerta invece dalle numerose inchieste giudiziarie.

"Abbiamo la tranquilla coscienza di aver fatto per gran parte il nostro dovere e di lasciare una macchina che funziona a chi ci succederà", ha concluso infatti, prima di concedersi un po' di emozione solo una volta uscito dalla sala stampa: "Ho fatto la mia parte, mi mancherete soprattutto voi", ha sorriso ai giornalisti prima di infilarsi nell'ascensore che lo ha portato nel suo ufficio al 35/o piano dove di lì a poco sarebbe arrivato il suo successore per uno scambio di vedute in attesa della proclamazione ufficiale.

Con Maroni (che prima era stato dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia per assicurare massima collaborazione per Expo 2015), Formigoni ha discusso "a 360 gradi" per un'oretta. Poi è sceso a incontrare direttori generali e centrali della 'sua' Regione, davanti ai quali proprio Maroni gli ha poi dato il cambio.

"Mi hanno detto tutti i problemi che ci sono e anche qualche buona notizia", ha riferito al termine il governatore in pectore e leader della Lega, che ha detto di apprezzare l'operazione di trasparenza sui conti annunciata dal suo predecessore.


"Ho ribadito fiducia nei dirigenti presenti", ha poi assicurato Maroni, che si aspetta la proclamazione per il 15 marzo, giorno del suo compleanno, e che domani incontrerà al Pirellone gli eletti della sua lista civica. Il cambio della guardia - che comprende anche la trattativa Lega-Pdl sui nuovi assessori ancora in corso - sarà, insomma, graduale.

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