Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica Piazza Loggia

"Loggia okkupata": la protesta dei leghisti infiamma il consiglio comunale

Seduta piuttosto movimentata, quella di venerdì mattina, tra cartelli provocatori e sospensioni temporanee

Consiglio comunale, il vigile porta via il cartello leghista

Una richiesta negata e tra i banchi del consiglio comunale scoppia il putiferio. Dalle parole, ai fatti: dopo gli interventi al vetriolo dei consiglieri del Carroccio, Massimo Tacconi e Simona Bordonali, e dell'ex candidata sindaco Paola Vilardi è pure spuntato un cartellone provocatorio.

 "Loggia okkupata" si legge sullo striscione esposto dagli esponenti leghisti. Immediata la reazione del presidente del consiglio comunale Roberto Cammarat,a che ha fatto intervenire i vigili per rimuovere il cartellone e ha sospeso temporaneamente la seduta.

All'origine delle polemiche, la richiesta, presentata da Massimo Tacconi, di conoscere la posizione del sindaco Emilio Del Bono sulla presunta aggressione subita dagli esponenti bresciani del Carroccio durante la settimana, al termine di una conferenza stampa sull'ex albergo di via Fornaci, sequestrato alla mafia e ora occupato. 

Stando a quanto dichiarato in aula dai consiglieri della Lega, al termine dell'incontro con la stampa sarebbero stati insultati e minacciati dagli attivisti dell'Associazione Diritti per Tutti.

"Vogliamo che la giunta prenda le distanze da quanto accaduto ", dice Tacconi. "Non è un punto all'ordine del giorno, le devo togliere la parola", replica Cammarata provando a chiudere la polemica. Ma la palla passa a Simona Bordonali che sollecita nuovamente la questione e fa pure nomi e cognomi: "Il gruppo della Lega nella sua totalità è stato insultato e minacciato da Umberto Gobbi, chiedo al sindaco di esprimere solidarietà e censurare il comportamento di Gobbi che ha anche insultato il ministro dell'interno Salvini e ha spintonato una nostra consigliera."  

Cammarata stoppa l'intervento e prova a riportare l'ordine in aula, ma la questione continua a tenere banco e anche Paola Vilardi chiede che ci sia una presa di pozione nei confronti dell'episodio, costringendo il presidente del consiglio comunale a intervenire di nuovo. Poi scoppia il caos e viene esposto lo striscione provocatorio, che obbliga a interrompere momentaneamente i lavori.  

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