Emergenza Coronavirus a Padenghe, il sindaco: "Ho visto un paese unito come mai prima"

L’amministrazione comunale fa il bilancio delle iniziative messe in campo durante l’emergenza Coronavirus

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

All’inizio della “fase due” il sindaco Albino Zuliani e l’assessore a Ecologia-Ambiente e Politiche Sociali Mario Zanoni tracciano un bilancio delle iniziative messe in campo per contrastare l’emergenza coronavirus a Padenghe sul Garda. Il sindaco Zuliani commenta l’esperienza con una riflessione positiva: «La risposta dei cittadini è stata straordinaria e in questi mesi ho visto una Padenghe unita come mai prima. Superata ogni barriera è scattata una gara di solidarietà a chi faceva di più e meglio. Sono rimasto stupito non solo per la disponibilità e la competenza, ma anche per il “cuore” con cui i volontari si sono messi in gioco». Per coordinare tutte le iniziative, nei primi giorni della chiusura è stato istituito il Centro operativo comunale (C.O.C.), responsabile delle attività di protezione civile a livello locale. Il C.O.C. ha lavorato con il personale e i mezzi dell’ufficio Servizi Sociali, della Polizia Locale e dell’Ufficio Tecnico, ma soprattutto grazie ad un gruppo di ben 44 cittadini volontari. Tra questi, molti gli appartenenti alle associazioni storiche come gli Alpini, la Polisportiva “Vighenzi”, la Consulta Giovani e l’Oratorio parrocchiale, ma anche tanti singoli che hanno offerto tempo e disponibilità per fare la spesa alimentare a chi non poteva uscire di casa, per portare le medicine a domicilio, per consegnare le mascherine e per mille altre incombenze. Tutti i volontari, tra i quali molti giovani, sono stati selezionati e formati e hanno sottoscritto un accordo per il rispetto del protocollo di sicurezza entro cui operare e per il corretto uso dei dispositivi di protezione.

«Le offerte di collaborazione sarebbero state anche di più» – commenta l’assessore Zanoni – «ma abbiamo dovuto dire di no a qualche persona più avanti negli anni, che si sarebbe esposta a rischi eccessivi. A tutti va il nostro sincero ringraziamento, perché in un momento di estremo bisogno hanno dimostrato estrema disponibilità e generosità».

Il lavoro dei volontari è stato imponente: in due mesi e mezzo sono state consegnate a domicilio più di 300 spese alimentari, quasi 200 spese di farmaci e distribuite più di 3.000 mascherine. Sono state consegnati 18 pacchi del banco alimentare e del circuito di solidarietà che si è creato in Valtenesi attorno ai frati di San Felice. Se il lavoro volontario è stato il motore, l’amministrazione comunale ha fornito il carburante, indirizzando verso l’emergenza le risorse umane ed economiche dei servizi sospesi, come il dopo scuola e i trasporti. Parlando di contributi economici, dal Fondo statale di solidarietà sono arrivati al Comune 24.832 euro, distribuiti sotto forma di buoni spesa a 112 nuclei famigliari, oltre a venti pacchi alimentari. Dalle donazioni di privati sono pervenute sul conto corrente dedicato del Comune 6.700 euro, che andranno a beneficio di famiglie in stato di necessità seguendo lo stesso criterio e modalità di ticket e carte prepagate.

Il ruolo del Comune è stato anche quello di raccogliere le disponibilità dei soggetti privati, che non si sono certo tirati indietro: dai negozi di prossimità, piccoli e grandi, che hanno dato una mano a rendere sicura e veloce la spesa, ai medici di base e alle farmacie, per poter ritirare in sicurezza e con discrezione le ricette e i farmaci. Aziende private e protezione civile hanno donato migliaia di mascherine, distribuite a tutti i cittadini presso il municipio martedì 26 e giovedì 28 maggio dalle ore 14.30 alle 15.30.

«L’elenco dei ringraziamenti sarebbe lungo» – conclude l’assessore Zanoni. «ma oltre ai volontari devo citare gli operatori dei servizi sociali, le attività commerciali e tutti quelli che hanno dato un contributo economico». «Adesso – conclude il sindaco Zuliani – guardiamo con più fiducia alle prossime sfide. Superata l’emergenza dei servizi a domicilio, il problema di molti anziani è quello del sostegno psicologico, di riprendere in mano la propria vita e costruire momenti di incontro e socialità. La rete di solidarietà che abbiamo visto all’opera in questi mesi è una ricchezza che non dovrà andare dispersa».

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