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Ex Oviesse: i giudici danno ragione a Giovanardi sui costi di acquisto

L'esponente del Pd cittadino era stato querelato da Riccardo Franceschi, presidente di Brixia Sviluppo. Nella motivazione il Giudice lascia intendere che l'immobile potrebbe non essere stato pagato "secondo i valori di mercato"

Esulta Cesare Giovanardi, che può finalmente rendere pubblica anche la sentenza della sua assoluzione. L’esponente del Pd cittadino, tra i fondatori e i più attivi promotori dell’associazione ‘I soldi di tutti’, era stato querelato da Riccardo Franceschi, presidente di Brixia Sviluppo (una controllata del Comune di Brescia), per aver definito ‘malefatte immobiliari’ le ultime operazioni portate avanti dalla società, ex Oviesse in primis. Giovanardi ha recentemente presentato un esposto alla Procura e uno alla Corte dei Conti per spreco di denaro pubblico: a quanto riferito l’immobile di Corso Mameli sarebbe stato acquistato a un prezzo esagerato, gonfiato all’inverosimile, sia in rapporto alla qualità dello stabile sia in rapporto alla posizione stessa.

 “La motivazione redatta dal Giudice conferma inequivocabilmente la credibilità delle critiche mosse alla gestione che Brixia Sviluppo e il suo presidente arch. Franceschi hanno fatto di ingenti somme di denaro dei cittadini bresciani – si legge nel comunicato ufficiale dell’associazione – La questione è stata giudicata in sentenza come di indubbia rilevanza sociale, e alla luce delle motivazioni, la questione dell’acquisto dell’ex Oviesse di Corso Mameli 23 diventa qualcosa su cui nessuna delle forze politiche e sociali della città può prendere pubblicamente posizione”. Si attendono dunque gli sviluppi futuri di una vicenda che non si concluderà però in tempi brevi, le divergenze sono tante, così come i punti di vista.

Della sentenza integrale l’associazione ‘I soldi di tutti’, che si autodefinisce un centro di informazione per i cittadini, ha voluto estrapolare un interessante passaggio: “Nelle affermazioni utilizzate da Giovanardi non si rinvengono espressioni gratuite o non pertinenti ai temi in discussione, ma appaiono frutto di critica obiettiva e serena”. Per come prosegue il testo della sentenza, sembra quasi di essere di fronte ad una presa di posizione precisa: “Le affermazioni di Giovanardi appaiono peraltro documentate […] da elementi che lasciano legittimamente ritenere che il prezzo d’acquisto sborsato per l’immobile non possa definirsi, in modo così pacifico, pagato secondo i valori di mercato”.

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