Lombardia Film Commission, arrestati 3 commercialisti della Lega: Manzoni, Scillieri e Di Rubba

I tre professionisti si trovano ai domiciliari. Sono accusati di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

Andrea Manzoni, Arturo Maria Scillieri e Alberto Di Rubba: i tre commercialisti vicini alla Lega indagati nell'ambito dell'inchiesta sul caso Lombardia Film Commission e per la compravendita di un immobile a Cormano, giovedì pomeriggio sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza e ora si trovano agli arresti domiciliari.

I militari del nucleo di Polizia economico-finanziario delle Fiamme Gialle hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare per i tre professionisti e per Fabio Giuseppe Barbarossa, cognato di Scillieri.

Agli arrestati sono stati contestati a vario titolo i reati di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Le indagini sulla Lombardia Film Commission

L'inchiesta milanese su una presunta compravendita gonfiata di un immobile per la LFC, che era presieduta da Alberto Di Rubba, è stata condotta parallelamente a quella dei pubblici ministeri di Genova sui 49 milioni di euro di rimborsi del Carroccio spariti. In base alle indagini, il prezzo di vendita dell'edificio, acquistato usando fondi pubblici, sarebbe stato gonfiato fino ad 800mila euro, mentre il valore era di 400mila

La mattina di martedì 21 luglio, la Finanza aveva perquisito la sede della Regione in cerca di documenti sulla vicenda della Lombardia Film Commision e sulla compravendita dell'ormai noto immobile della periferia nord di Milano, avvenuta tra il 2017 e il 2018.

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L'inchiesta aveva già portato all'arresto di Luca Sostegni, fermato dalla Finanza mentre stava per scappare in Brasile, coinvolto nell'affaire Cormano: ora è accusato di peculato nei confronti della Regione. Gli viene inoltre contestato il reato di estorsione, perché avrebbe chiesto soldi ad altre persone in cambio del suo silenzio sull'operazione. Dal carcere avrebbe già fatto le prime ammissioni.

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