Theatrum Maius: 'Following Iago' al Teatro Colonna di Brescia

Following Iago
(con Alessandro Mor e la partecipazione in video di Michele D'Aquila,
Massimo Politi, Abderrahim El Hadiri e Uta Kargel; regia di Angelo Facchetti)
PROGETTO NEXT 2014
Laboratorio delle Idee (Regione Lombardia)

Una rilettura contemporanea dell'Otello di Shakespeare per parlare di relazioni, invidie, gelosie, stati d'animo che inducono al desiderio di vendetta e di prevaricazione. Protagonista, questa volta, Iago, che prende la parola per raccontare la sua versione dei fatti, cioè il punto di vista del persecutore, della mente spietata che muove chi gli sta intorno come se fosse il suo branco. E' lui il sibillino tessitore di false voci e dicerie abilmente architettate, che fa cadere ad uno ad uno i suoi avversari, che conquista la fiducia di Otello allo scopo di farlo precipitare dall'alto del suo successo, che sacrifica l'innocente Desdemona, colpevole di avergli preferito i suoi avversari. Il centro attorno a cui ruota il suo universo di senso, quasi come una falena attirata dal fuoco, è l'onore, o, detto in termini contemporanei, l'immagine: qualcosa che non si può rubare per sé, ma togliendola al proprio avversario lo si annichilisce. In questo sta la sua universalità: anche oggi possiamo immedesimarci in Iago e comprendere il suo desiderio di rivalsa, ma sta a noi e alla
nostra volontà decidere se agire per distruggere o per costruire. In scena un attore e le sue proiezioni mentali, il suo delirio solipsistico e le trame del suo piano che si materializzano come una partita a scacchi sugli schermi che sono scenografia ma allo stesso tempo fisica proiezione interiore di beckettiana memoria e metafora del prolungamento "virtuale" vissuto dagli adolescenti di oggi in un ambiente in cui si spia e si è spiati, si segue il branco in maniera passiva e inconsapevole, senza interrogarsi su chi sia e cosa provi realmente la vittima. La funzione della luce non è quella di illuminare, ma di confondere, la musica, pervasiva, si sovrappone alle parole, e incatena gli spettatori con le sue vibrazioni. Ci è sembrato interessante utilizzare un'opera teatrale classica per avvicinarci ad un argomento, così apparentemente "moderno", come quello dei rapporti di prevaricazione, tra adolescenti come tra adulti. La forza della parola shakespeariana, che ha saputo giungere intatta, potente ed evocativa anche ai nostri giorni, non fa altro che mostrare come "nulla ci sia di nuovo sotto il sole", ma tutto sia, da sempre, insito nella natura umana che solo attraverso la cultura e l'educazione può essere resa cosciente di sé e plasmata. Al pubblico non si vuole offrire né una cronaca della situazione attuale né, tantomeno, soluzioni o consigli, perché per questo vi sono mezzi e modi più adatti del teatro. Al pubblico si vuole offrire una metafora. E, oltre al racconto di Otello, l'uso del teatro diviene esso stesso metafora: perché ambiente in cui le azioni avvengono realmente e non virtualmente e perché luogo in cui l'immedesimazione ci spinge a un grado di coinvolgimento profondo. Infine il teatro come forma di espressione comunitaria, da cui quella forma di condivisione che i greci chiamavano catarsi, contrapposta ad uno degli effetti devastanti di tanti rapporti socialmente deviati: l'ostracismo di un singolo da parte
di una comunità, reale o virtuale che sia. 

L'entrata al teatro è subordinata all'adesione all'associazione La Gerla delle Arti.

Il costo della tessera annuale è di 5 €, per l'ingresso agli spettacoli è richiesto ai Soci un contributo di 7 €

PER INFORMAZIONI info@lagerladellearti.it

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