Antonio Bonaldi e la Slow Medicine a Brescia

Il fondatore e presidente di Slow Medicine Antonio Bonaldi sarà ospite a Brescia mercoledì per partecipare al quinto appuntamento de I Pomeriggi della Medicina, ciclo promosso dal Comune di Brescia e dall’Ordine dei Medici con il sostegno di Fondazione ASM.

“Per una medicina più saggia: quando fare di più non significa fare meglio” è il titolo dell’incontro in programma mercoledì 9 aprile alle ore 17.30 nell’Auditorium San Barnaba di corso Magenta, cui interverranno il presidente di Slow Medicine insieme ad Adriana Loglio - medico di medicina generale che a Brescia ha adottato la filosofia “slow”- moderati dal giornalista Massimo Tedeschi.

La presenza in città di Bonaldi offrirà l’opportunità per parlare di Slow Medicine, il movimento nazionale nato nel 2011 per promuovere una medicina più sobria, rispettosa e giusta, partendo dall’assunto che “Fare di più non significa fare meglio”.

In Italia, ad esempio, si calcola che un esame radiologico su quattro potrebbe essere evitato perché inappropriato, e risparmierebbe ai pazienti inutili radiazioni, riducendo anche le spese cui va incontro il Servizio sanitario.

Davanti al “consumismo” spesso ingiustificato di test diagnostici o trattamenti molto comuni ma ad alto rischio di inappropriatezza, si cercherà di tracciare i contorni di una medicina “più saggia”, che deve partire da una assunzione di responsabilità da parte dei medici, chiamati a promuovere la sostenibilità e l'equità dei sistemi sanitari, e a spiegare correttamente ai cittadini il loro “no” agli esami inutili. Con il progetto “Fare di più non significa fare meglio” Slow Medicine, in collaborazione con diverse società scientifiche, ha di recente tracciato una prima lista di esami e trattamenti riconosciuti inutili o dannosi.

L’incontro sarà anche occasione per ragionare su cosa si intende oggi per salute e sull’importanza di recuperare il senso del limite in medicina, rimettendo al centro dell'intervento di cura la relazione fra medico e paziente, tema che suscita particolare interesse nella cittadinanza, come confermato da un recente incontro dei Pomeriggi della Medicina dedicato al rapporto fra paziente e medico di base. Spesso, infatti, le iper-prescrizioni di esami e terapie, insieme a un approccio sempre più interventista e tecnologico, rischiano di perdere di vista ciò che è davvero bene per il malato.

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