Coronavirus, l'ipotesi dai primi test sierologici: "Potrebbero esserci 5-8 milioni di casi"

Bassetti, infettivologo al policlinico San Martino di Genova: "Da dati preliminari di laboratori, privati, del Nord emergono numeri impressionanti: la prevalenza va da un minimo del 12% ad un massimo del 20%. Questi primi dati evidenziano la necessità di fate i test sierologici"

Coronavirus, l'ipotesi dai test sierologici: "Potrebbero esserci 5-8 milioni di casi"

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Più test: non si può che partire da qui. Fare i test sierologici è importante per mappare la popolazione che è venuta in contatto con il coronavirus e per capire quale percentuale di popolazione abbia sviluppato anticorpi per il Covid 19. Chi ha sviluppato gli anticorpi specifici nel sangue non trasmette un virus e non si ammala nuovamente fino a quando dura l’immunità. E' fondamentale "capire quanto il virus ha circolato - dice all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, infettivologo al policlinico San Martino di Genova e nella task force ligure - Da alcuni dati preliminari di laboratori, privati, del Nord emergono numeri impressionanti: la prevalenza va da un minimo del 12% ad un massimo del 20%. Se prendiamo in considerazione solo il primo dato vuole dire che su 60 milioni di italiani abbiamo avuto 5-8 milioni di positivi. Probabilmente più al Nord che al Sud. Questi primi dati evidenziano la necessità di fate i test sierologici. Spero che il ministero della Salute scelga rapidamente quale sia quello migliore e si proceda".

"I test sierologici si fanno in tutto il mondo. Noi l'abbiamo detto per primi in Liguria e io e il mio staff abbiamo fatto la nostra sierologia il 15 febbraio", ha aggiunto l'infettivologo, diventato in queste settimane emergenziali presenza costante in molte trasmissioni tv. "Si parla anche del test sierologico per dare la 'patente' alle persone per tornare a lavorare - ha ricordato Bassetti - Sull'immunità ci sono diverse teorie, si parla di 6-12 mesi o di qualche anno di protezione. Io propendo più per la seconda ipotesi, visto anche come si comportano altri coronavirus, ma quello che è importante è che si possa arrivare a coprire il tempo che ci manca allo sviluppo di un vaccino. E credo che l'immunità possa coprire questi mesi". Buona parte dei test sierologici rapidi in commercio sono di tipo qualitativo (positivo o negativo), quindi non quantificano con precisione il titolo anticorpale, ma dicono solo se l'organismo ha sviluppato una risposta di anticorpi. Il rischio è l'illusione di immunità. Ma il rischio di non fare test sierologici a tappeto è più alto: il rischio è procedere alla cieca.

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