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 Walter Ricciardi, 61 anni, insieme ad Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile

Walter Ricciardi, 61 anni, insieme ad Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile

"Dobbiamo dire la verità: il lockdown durerà almeno un mese e mezzo"

"Wuhan insegna che due settimane sono troppo poche": lo spiega Walter Ricciardi, consulente del ministro della salute Speranza

"Questi lockdown sono per due settimane, anche se per me ci vorrebbe più tempo per appiattire la curva epidemica. Ad esempio i lockdown in Cina e qui da noi ci dicono che serve più tempo". Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, Walter Ricciardi, consulente del ministro della salute Speranza.

"L'esempio che abbiamo è che il nostro lockdown è durato due mesi. I dati che abbiamo ora sono perfino superiori rispetto a quelli di febbraio/marzo".

"Non voglio spaventare nessuno - spiega Ricciardi - ma probabilmente due settimane sono insufficienti per arrestare la curva e sicuramente lo sono per invertirla. Com'è successo a Wuhan: quando fai il lockdown ci vuole molto tempo affinchè i dati si stabilizzinoe poi diminuiscano, normalmente - conclude - dopo due mesi".

Sulla chiusura di questa seconda ondata Ricciardi spiega che la valutazione sarà settimanale ma la sua previsione è che duri almeno un mese o un mese mezzo. Col rischio di arrivare a Natale. "Noi dobbiamo dire la verità - continua - coi numeri che abbiamo per questo tipo di azzeramento ci vorrà tempo"

Quando alle previsioni sul futuro Ricciardi non è troppo ottimista. "Mi immagino un Natale prudente. In alcune regioni, quelle messe meglio, ci può esser un po' di mobilità - conclude - ma sconsiglio di fare cenoni affollati, perché la circolazione del virus, speriamo, sarà minore ma sarà ancora presente. Diciamo che dovremmo fare celebrazioni sobrie e attente. Abbiamo davanti due o tre mesi duri, novembre e dicembre, e magari gennaio migliore, poi credo miglioreremo, magari col vaccino o una terapia specifica. E poi anche con una stagione climatica migliore, che aiuta, perché ad esempio dà la possibilità di stare all'aperto".

Ma quindi questo Natale il cenone si fa o no?

“L’importante è arrivarci sereni”, aveva detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte presentando il Dpcm del 25 ottobre e ritenendo comunque decisamente remota l’ipotesi di un Natale 2020 tra abbracci e “feste e festicciole”. Da allora sono passate quasi due settimane. In mezzo ci sono stati un altro Dpcm, l’Italia divisa in zone rosse, arancioni e gialle, e la preoccupazione che continua a salire, e quando in questi giorni si è trovato a parlare Conte ha ribadito di guardare al futuro in maniera realistica. Contenere la curva servirà non tanto a farci fare Natale e Capodanno come se non ci fosse una pandemia in corso quanto piuttosto a far ripartire i consumi.

Fonte: Today.it

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