Coronavirus San Polo / Via Dario Morelli

Tamponi, decine di auto in coda: "Due ore d'attesa e avevo prenotato"

Assalto all'hub dell'ospedale Civile per effettuare i test diagnostici, anche a pagamento.

Cittadini in processione per un tampone. Succede anche nella nostra città: dalla mattina alla sera centinaia di auto si incolonnano all’interno - a volte pure fuori - dall’area spettacoli viaggianti di via Morelli dove, dalla fine di settembre, è stato allestito il centro Covid gestito dagli Spedali Civili, con la collaborazione di Ats e Fondazione Poliambulanza.

Un’area polifunzionale dove, oltre ai tamponi drive-in, vengono svolti accertamenti diagnostici, vaccinazioni ed esami di screening come il pap test. Si accede in auto e a piedi, previa misurazione della febbre e disinfezione delle mani, e nella maggior parte dei casi dopo aver concordato un appuntamento.

Migliaia di auto in colonna ogni giorno

L’area dedicata ai test è inevitabilmente la più frequentata: sono migliaia, ogni giorno, le persone chi si mettono pazientemente in coda per essere sottoposte a un test che - è bene ricordalo - durante la prima ondata era un miraggio persino per i familiari conviventi delle vittime bresciane del Covid. Ora effettuare un tampone è davvero molto più semplice, anche se non viene prescritto dal medico di famiglia, dal pediatra o da Ats.

Chiunque può infatti presentarsi al centro Covid situato tra via Volta e via Morelli ed effettuare il test diagnostico. Certo, senza prenotazione o segnalazione da parte di Ats, bisogna mettere mano al portafogli: per effettuare il tampone fuori dal sistema sanitario nazionale basta pagare (niente contanti, solo bancomat o carte di credito) 70 euro. Non serve prenotarsi, come accade in altre strutture private, e in questo caso i tempi di attesa sono davvero ridotti (in media 30 minuti). 

Attesa più lunga per studenti, docenti e personale scolastico

Ce lo racconta anche Elena, una giovane mamma in dolce attesa, che ha varcato la soglia dell’hub cittadino con la figlioletta di 3 anni e mezzo. Entrambe reduci da 10 giorni di quarantena per essere state a contatto con un parente risultato positivo al Covid-19 si sono presentate nel giorno e nell’orario stabilito da Ats per effettuare il tampone. Mentre per Elena i tempi di attesa sarebbero stati più brevi, dato l’appuntamento concordato in precedenza, la sua piccola avrebbe dovuto aspettare, e anche parecchio.

Le auto vengono infatti divise in tre file distinte subito dopo l’ingresso: una è dedicata a chi viene segnalato da Ats o dai medici di famiglia/pediatri, un’altra a chi effettua i test a pagamento, mentre la terza - quella che procede più lentamente- è riservata agli studenti, ai docenti e al personale delle scuole di qualsiasi ordine e grado (dall’asilo nido alle superiori). Anche loro accedono senza prenotazione - dal lunedì dal sabato, dalle 9 alle 13 - ma devono armarsi di tanta, tantissima pazienza. E molto spesso le colonne di auto arrivano fino alla strada, tanto che nei giorni scorsi è pure dovuta  intervenire la polizia locale per smistare il 'traffico'.

"Due ore d'attesa e avevo prenotato"

“Sono in fila dalle 9.20 - ci racconta Elena - ed è già passata un’ora: anche se avevo un appuntamento concordato alle 10.10 per il tampone di fine quarantena, ho dovuto mettermi nella colonna riservata alle scuole per farlo fare anche a mia figlia ed è l’unica fila che scorre molto lentamente. All’ingresso mi hanno spiegato che in realtà un modo per saltare l’attesa c'era: pagare 70 euro per il test della bimba. Non l’ho trovato giusto: essendo stata anche lei a contato con un positivo ha diritto ad averlo tramite il sistema sanitario nazionale e così ho preferito aspettare.”

La rincontriamo alle 11.30: dopo quasi due ore lei e la sua bimba hanno fatto il test e possono tornare a casa ad attendere l’esito. Il risultato arriva davvero velocemente: solitamente è pronto entro il mattino successivo all'effettuazione del test (si consulta online, tramite il fascicolo sanitario elettronico).

Ed Elena non è l’unica che attende, nell’auto che segue un padre preoccupato si sbraccia dal finestrino e chiede ai volontari di avere la precedenza: la figlioletta ha 39 di febbre ed è sdraiata sui sedili posteriori. Un’infermiera accorre immediatamente verso di lui e sposta le transenne per farlo passare.

La vediamo spesso fare avanti e indietro, sempre di corsa, dalle auto in colonna al punto di accettazione: ritira i documenti e li porta ai colleghi che smistano e preparano le etichette da mettere su ogni provetta. Un modo come un altro per cercare di ridurre il più possibile l’attesa. Al centro Covid cittadino si effettuano una media di 1000 tamponi al giorno - ma ha le potenzialità di arrivare a 2mila - agli studenti, ai docenti e al personale scolastico, a coloro che devo sottoporsi al test prima di un ricovero all'ospedale Civile e pure a chi rientra da un viaggio in uno dei paesi a rischio. 

Non solo tamponi

Nella seconda tensostruttura vengono invece svolte alcune attività ambulatoriali garantendo la prosecuzione di alcuni servizi nonostante l'epidemia. Nello specifico vengono effettuate le vaccinazioni e i richiami ai bambini e agli adulti, test sierologici, e test di screening. Non solo: è già stata predisposta un’area per evitare di intasare i pronto soccorso dei nosocomi cittadini. Si tratta di ambulatori gestiti in collaborazione con Ats Brescia, dove sono presenti tre medici Usca - le squadre speciali di giovani dottori create per fronteggiare l’emergenza coronavirus - e gli infermieri di Poliambulanza: il loro compito è valutare i pazienti paucisintomatici, inviati dai medici di base, che potranno ricevere alcuni esami diagnostici (ecografia polmonare, esami del sangue, tampone) necessari per capire se il paziente può essere curato al domicilio o se sia necessario il ricovero in ospedale.
 

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