Domenico e Chiara, il ricordo di un giovane amore che la strage di San Polo ha cancellato

Alla Casa delle Associazioni di San Polo, la presentazione del libro "Domenico e Chiara, amore e dolore di padre", in cui il papà di Domenico, Benedetto Tortorici, racconta la vita di un padre sopravvissuto al proprio figlio

Un abbraccio mancato, e adesso recuperato, quello che la comunità di Brescia ha riservato a Benedetto (Nuccio) Tortorici che, nella città lombarda, ha perso suo figlio nella tragedia di San Polo lo scorso anno. Il papà di Domenico, la giovane vittima insieme alla fidanzata Chiara, alla madre di lei, Francesca e a Vito, torna a Brescia dopo quei momenti drammatici in cui vi si era recato per il riconoscimento del corpo del figlio e la prima udienza del processo a carico dell’ex marito di Francesca, Mario Albanese, accusato di omicidio volontario plurimo. Un ritorno difficile e doloroso: ma questa volta c’è una comunità ad attenderlo per ricordare anche il suo Domenico.

Una uova tappa della memoria, dopo quella di Reggio Calabria, dei due giovani, della loro storia di amore e della loro morte atroce. L’occasione è stata quella della presentazione del libro "Domenico e Chiara, amore e dolore di padre. Brescia, 4/3/2012" (Città del Sole Edizioni), promossa presso la Casa delle Associazioni, sita proprio nel quartiere in cui il dramma si è consumato. Una ferita che lacera ma, nel segno della luce dei sorrisi e del loro giovane amore, può generare anche un seme di cambiamento.  Una speranza testimoniata dal grande coinvolgimento dei ragazzi dell’Istituto comprensivo Est 2 di San Polo, che hanno raccontato il loro lavoro di approfondimento sul femminicidio.

Il progetto editoriale è nato dal bisogno del papà di Domenico, Benedetto Tortorici, di raccontare il dolore di un padre sopravvissuto al più giovane dei suoi figli. A questo memoriale, cuore della pubblicazione, si affiancano i contributi dei curatori Anna Foti e Domenico Malara, la testimonianza di Dino Matalone, papà di Chiara, e altri contributi in ricordo dei due giovani. Il volume si chiude con un fumetto che racconta la storia del loro amore  - “I Girasoli non appassiscono” - realizzato da Umberto Giampà. Un progetto cui ha aderito anche il circolo culturale Rhegium Julii,  l’Associazione “Nuova Solidarietà” e l’Avis di Reggio Calabria e Villa San Giovanni.


Il volume si propone di tenere viva la memoria di quelle vittime innocenti, di quella maledetta notte del 4 marzo 2012, quando Mario Albanese, un camionista di 34 anni, sparò alla ex moglie, Francesca Alleruzzo, e al suo nuovo compagno, Vito Macadino, uccidendoli. Poi, salito in casa, sparò e uccise nel sonno anche Chiara, figlia 19enne della ex compagna, nata da una precedente relazione della donna, e il suo fidanzato Domenico. Un evento che sconvolse Brescia e tutta la comunità reggina. Due città che adesso hanno condiviso questo dolore. Lo hanno condiviso anche con i familiari di Vito Macadino: presenti, infatti, la sorella Rosa Anna e l’ex moglie Vita Prestia.   

Collocato nell’ambito del progetto “Quartiere Bene Comune” e patrocinato dall’assessorato comunale alle Politiche Giovanili, l’incontro è stato introdotto dalla responsabile Adriana Mostarda e si è aperto sulle immagini dell’amore di Domenico e Chiara, seguite dalle riflessioni degli studenti dell’istituto comprensivo Est 2 di San Polo a Brescia.

Enrico, Elisa, Laura, Andrea, Lara, Simone, Valentina, Giovanni: ecco i ragazzi che hanno vinto la loro timidezza e, sollecitati dalla loro insegnante Erminia Caruso, dinnanzi al papà di Domenico hanno testimoniato la speranza di un cambiamento possibile, la speranza di un futuro di rispetto dell’altro e senza più violenza. Una tappa della memoria cui hanno aderito con grande senso di responsabilità, declinando la loro attività sul tema del femminicidio, all’interno di un progetto sulla Legalità che ha coinvolto anche le loro famiglie.

Nuccio Tortorici ha dichiarato di rivedere nell’impegno dei ragazzi il suo Domenico e la vita felice che aveva immaginato per lui prima della tragedia. Da qui la decisione di istituire un’altra borsa di studio, da unire a quelle che il prossimo anno l’associazione “Amici di Domenico e Chiara” (cui sono interamente devoluti gli introiti del libro) destinerà a due giovani in difficoltà degli istituti in cui i due ragazzi si erano diplomati a Reggio (ITIS “Panella Vallauri” – ITC “Piria” Reggio Calabria). Tale borsa di studio sarà destinata anche ad un ragazzo dell’Istituto Comprensivo Est 2 di San Polo, che così intensamente ha risposto all’invito della Casa delle Associazioni per ricordare i due giovani amanti.     

L’incontro bresciano è stato occasione di confronto ed informazione, con l’intervento della sociologa Elisabetta Donati, sui servizi che la Casa delle Donne (diretta da Piera Stretti) pone a disposizione per prevenire e supportare le vittime della violenza. Operativa dal 1989, ha già accolto 5000 donne, quasi 400 lo scorso anno e già 140 quest’anno.

Nuccio, infine, sottolinea come la parola - carica di storia e di ricordo - sia l'unico modo per poter superare una tragedia che ha colpito due intere città: Brescia e Reggio Calabria. Il suo libro vuole essere occasione di incontro di due diverse comunità, che hanno vissuto e condiviso quello stesso dolore che ora, coraggiosamente, familiari ed amici delle vittime hanno trasformato in impegno civico.

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