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Le ante sbattono, le travi scricchiolano: "Nel castello il fantasma di una ragazza"

Una secolare leggenda bresciana

"A volte sembra farsi annunciare cupa dal rombo lontano del temporale, che dall'imbuto di cielo sopra Sarnico rotola giù fin dentro la valle di Calino. [...] A volte invece preferisce aleggiare giocosa insieme al refolo di vento che, tiepido, sale dall'immensa pianura a meridione, nel pomeriggio, e che nella calura estiva muove leggero le fronde degli alberi del giardino, quasi a cantare la dolcezza di un tempo di pace". Comincia così il racconto, firmato da Massimo Lanzini, della leggenda di Bianca e Adalberto del castello di Bornato, Cazzago San Martino (a questo link la versione completa): innamorati, ormai qualche secolo fa, strappati l'uno dall'altra per colpa della guerra. Per questo si narra che il fantasma di Bianca continui a far visita al castello.

La leggenda di Bianca e Adalberto

Leggenda vuole che i due si conobbero nel 1438, quando a Bornato arriva Antonio Martinengo, condottiero bresciano alleato dei veneziani. La giovane Bianca vive nel castello (o nei dintorni), pare sia una popolana (con lei c'è anche l'amata nonna Caterina): il suo sguardo s'incrocia con quello di un giovane lanciere, appunto Adalberto, popolano anche lui. E' la più classica versione del colpo di fulmine: sboccia l'amore, sboccia la felicità. 

Ma durerà poco, troppo poco. Poco lontano infuria la battaglia, tuonano i cannoni e si schiantano le lame. Antonio Martinengo la battaglia la vince, ma Adalberto viene ucciso. Non tornerà più indietro, mentre Bianca lo aspetta preoccupata: la triste conferma in un "fazzolettone di lino", macchiato di sangue: "Chi lo indossava non ha fatto ritorno".

"Il resto è la storia di un dolore che non ha avuto e non avrà fine - scrive ancora Massimo Lanzini - E' la storia dell'amore che Bianca e Adalberto avrebbero potuto vivere. E' la storia di un fantasma che torna a farsi ascoltare, a volte in un'anta che sbatte o nello scricchiolare di una trave. Un fantasma che non trova serenità e che ora chiede a noi di trovarla, che ci chiede di riconoscerla nel vento leggero che muove le foglie, nello svolazzare improvviso di una tenda, nell'aria che sale dalla valle e che sembra portare un richiamo, che ci chiede di vivere un po' di quell'amore e di quella pace che a lei (e chissà a quanti ancora) la guerra ha negato".

La mostra di Salvatore Attanasio

La leggenda prende nuova vita a partire da sabato 9 luglio: nelle sale del castello di Bornato apre la mostra "La leggenda di Bianca e Adalberto", evento espositivo del ciclo "Castelli, fantasmi, leggende" del fotografo bresciano Salvatore Attanasio. Dopo le mostre nei castelli di Padernello, Gorzone e Lonato, solo per citarne alcuni, Attanasio presenta nelle sale cinquecentesche del castello di Bornato, oscurate per l'occasione, una nuova leggenda narrata come sua consuetudine, attraverso 15 immagini in bianco e nero, poste all'interno di cornici retroilluminate.

La mostra, inclusa nel percorso della visita guidata al castello, è aperta la domenica e nei festivi dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18, fino al 28 agosto. Per informazioni 030 725006 oppure via mail a info@castellodibornato.com.

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