Vigili del fuoco, il comitato idonei 250 Vvf: “Non fermare i corsi per i futuri pompieri"

"Vogliamo sollecitare gli organi competenti a non fermare i corsi per i futuri Vigili del fuoco, perché la recente storia ha dimostrato che purtroppo siamo sottoposti sempre più spesso a calamità e fatti gravosi che necessitano di una sempre maggior presenza di Vigili del fuoco professionisti"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

In questo momento di emergenza sanitaria a livello globale con la nostra Nazione duramente colpita dalla pandemia, il Comitato Idonei 250 VVF (che conta circa 1500 iscritti tra vincitori ed idonei del Concorso Pubblico 250 per l’accesso alla qualifica di Vigile del fuoco) vuole esprimere vicinanza a tutte le forze che stanno combattendo il coronavirus ed invita ad un momento di raccoglimento in onore di tutti i Soccorritori che hanno perso la vita a causa del virus.

Attualmente i Vigili del fuoco sono gli unici deputati (in campo civile) ad intervenire nella gestione degli interventi complessi che coinvolgono sostanze pericolose convenzionali e non convenzionali tra cui anche interventi coinvolgenti organismi biologicamente attivi e/o virulenti. Infatti tramite i Nuclei NBCR (una delle specializzazioni del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco) sono stati impegnati nel passato negli interventi di recupero di contenitori o buste con sospetta presenza di polveri di antrace (batteri e spore), per il recupero di volatili migratori (influenza aviaria o chicken flu).

E con grosso vanto possiamo dire che 682 nostri giovani ragazzi/e (media età inferiore ai 30 anni) del concorso pubblico a 250 posti partiti con i corsi 87- 88 si trovano ora inquadrati presso le Scuole Centrali Antincendi ed i Poli didattici regionali per l’intensa attività di formazione anche in campo NBCR. Finito l’iter formativo verranno impiegati direttamente nel soccorso tecnico urgente a disposizione della collettività andando così a coprire le carenze organiche e ad abbassare l’età media (attualmente 47 anni) del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco. In aggiunta ci sono ulteriori 678 unità già visitate - e quindi abili a partire - che attendono la convocazione per i prossimi corsi di formazione per Allievi Vigili Permanenti.

Il “Concorso 250”, uno dei concorsi più difficile da Vigile del Fuoco, ha generato una graduatoria di 5102 giovani ragazzi (di cui 1400 vigili discontinui, cioè ragazzi che hanno prestato già servizio presso il Corpo Nazionale ma che non hanno un rapporto di lavoro definitivo con l’Amministrazione) che dopo avere superato prove molto complesse meritano tutti di indossare la tanto sudata divisa. Vogliamo sollecitare gli organi competenti a non fermare i corsi per i futuri Vigili del fuoco, perché la recente storia ha dimostrato che purtroppo siamo sottoposti sempre più spesso a calamità e fatti gravosi che necessitano di una sempre maggior presenza di Vigili del fuoco professionisti: giovani, prestanti e soprattutto formati.

Alla luce di ciò non comprendiamo come una parte minoritaria dei cosiddetti “discontinui” partecipanti ad una procedura speciale di reclutamento (cioè un concorso per il personale discontinuo senza alcun limite di età che prevede solo prove ginniche) possa richiedere l’immissione diretta (e quindi senza aver svolto alcun concorso) nel ruolo di vigile del fuoco di persone con età avanzata e soprattutto senza aver svolto il periodo formativo presso le Scuole Centrali Antincendi, quindi senza una conoscenza approfondita delle future materie che si troveranno ad affrontare durante gli interventi di soccorso.

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