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Cartello di benvenuto all'ingresso di Polaveno (foto di Alberto Frati)

Cartello di benvenuto all'ingresso di Polaveno (foto di Alberto Frati)

Dopo un lavoro di oltre 20 anni, arriva online l'Atlante del dialetto bresciano

La pubblicazione, curata dalla Fondazione Civiltà Bresciana, sarà online da gennaio. Un progetto realizzato grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione Lombardia

Ci sono voluti più di 20 anni perché il primo Atlante del Dialetto Bresciano vedesse finalmente la luce. Decisivo per la pubblicazione dell'opera - realizzata dalla Fondazione Civiltà Bresciana e curata dal professor Giovanni Bonfadini, glottologo dell'università degli studi di Milano - il contributo della regione Lombardia. Il progetto ha infatti vinto il bando regionale 'Lingua lombarda e patrimonio immateriale". 

Un lavoro che prosegue da anni (era cominciato nel lontano '89, per poi interrompersi sul '98 per mancanza di fondi) e vuole  documentare l'attuale stato del dialetto bresciano che è parlato in un ampio territorio, fortemente diverso sia dal punto di vista geografico che da quello socio-economico e che va ben al di là dei confini amministrativi provinciali. 
Sostanzialmente bresciano è anche il dialetto dell'Alto Mantovano, così come molto simili sono i dialetti delle confinanti valli trentine e perfino della sponda gardesana orientale da Malcesine a Castelletto di Brenzone.

In un territorio così ampio le differenze linguistiche sono tantissime anche a livello lessicale. Le inchieste realizzate per costruire l'Atlante hanno  infatti permesso di osservare una grande ricchezza di tipi lessicali diversi per numerosi termini. Una diversità e complessità che trovano ampio spazio nella pubblicazione.

101 i punti di rilevazione, si tratta di circa la metà dei comuni della provincia di Brescia, sconfinando in cinque casi anche oltre i limiti amministrativi. Le inchieste sono state condotte sulla base di un questionario di 305 voci scelte tra quelle che, da un attento spoglio di tutto il materiale disponibile, mostravano la presenza nel territorio bresciano di almeno due tipi lessicali diversi. Circa 65mila le parole dialettali raccolte confluite il 250 cartine, tutte consultabili online (sul Sito della Fondazione Civiltà bresciana) dal prossimo gennaio. 

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