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La battaglia di San Martino, una grande rievocazione storica

Migliaia di persone hanno partecipato all'evento di domenica pomeriggio, tra fucili e salve e cavalli sellati, uniformi e uno scontro che da lontano pare vero, anzi verissimo. In ricordo di 30mila morti non tutti sepolti

Il 24 giugno, proprio come 153 anni fa, il giorno della nuova rievocazione storica della battaglia di San Martino e Solferino, tanto sanguinosa quanto decisiva. Qui si è fatta l’Italia, ripetono i figuranti, da tutto il Paese per partecipare a quello che è un evento dalla valenza davvero nazionale, oltre 200 in costume, fucili a salve e cavalli sellati, bardi e cappelli, divise e uniforme.

E a vederla e rivederla sono venuti in tanti, si è fatto fatica a contarli, diciamo migliaia di persone, per quella battaglia che hai tempi ha visto impegnati più di 285mila soldati e volontari, delle armate francesi, austriache e piemontesi, e che è costata la vita ad almeno 30mila uomini, tanto che Henry Dunant parlò di “un fiume di sangue”, mentre il garibaldino Adamoli descrive così tanti morti “che li dovevamo smuovere per piantare la tenda, semivestiti, gonfi e neri, che giacevano in tutte le attitudini”.


E pure Edmondo De Amicis, nei suoi ‘Ricordi’ risorgimentali, parla di “valli miseramente insanguinate, campi devastati e pesti, case diroccate”, e di quella morte che non guarda in faccia a nessuno, “per lei sono uguali generali e soldati, vincitori e vinti”. Qui si fa l’Italia o si muore, canterà qualcuno: e sempre la violenza, “la violenza come levatrice della storia”, scriveva Karl Marx.

Si ringrazia Alessandro Tira per le fotografie - Tutti i diritti riservati

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