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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Coronavirus

Conto alla rovescia per la zona gialla: la decisione di Draghi, la data delle riaperture

Il Governo al lavoro per le riaperture. Le date da tenere d'occhio: 26 aprile e 3 maggio

Uno spiraglio di luce. Lunedi 3 maggio dovrebbe essere la data ufficiale per il ritorno in zona gialla. Il programma del Governo Draghi prevede riaperture graduali dal 26 aprile al 3 maggio. Il lento ritorno alla normalità dovrebbe concludersi verso l'autunno, sempre se i numeri della pandemia lo consentiranno.

Zona gialla: come il governo Draghi vuole riaprire l'Italia dal 3 maggio

Le indiscrezioni sulla riapertura ai primi di maggio arrivano mentre già oggi ci sono undici regioni e province autonome che hanno numeri da zona gialla ma rimarranno comunque in zona arancione anche dopo l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza per effetto dell'ultimo decreto di Draghi che ha sospeso le aree a minori restrizioni. 

Giovedì infatti il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo, dopo l'incontro con il presidente del Consiglio Mario Draghi, ha alzato il prezzo della trattativa tra rigoristi ed aperturisti sulle riaperture: "Per noi il miglior ristoro è cominciare con delle graduali riaperture che non vuol dire liberi tutti. Ispiriamoci innanzitutto a un principio di ragionevolezza e di buon senso e poi facciamo riferimento al fatto che nel decreto è previsto che se i dati lo permettono si possa riaprire. Se i dati sono da zona gialla in alcune Regioni non capiamo perché non si possano allentare un po' le restrizioni. Quando queste durano a lungo la gente rischia di ignorarle", ha detto Romeo. Dando ad intendere che il Carroccio chiede riaperture già dalla prossima settimana. Cosa esclusa a priori non solo dai rigoristi ma dallo stesso Draghi.

Lo stesso premier oggi annuncerà le riaperture "graduali" da fondare sui dati e sui numeri dell'epidemia. Prima alle Regioni con cui è in programma un incontro. Poi nella conferenza stampa attesa per la serata. Dove si comincerà a presentare lo schema del decreto di cui si attende l'approvazione, forse già la prossima settimana. La gradualità nelle riaperture sarà garantita da un cronoprogramma che prevede un calendario ben preciso, che leghi le riaperture progressive all'andamento della campagna vaccinale.

Cosa riapre il 26 aprile? Cosa succede a inizio giugno?

In questa ottica, scrive Repubblica, il 26 aprile potrebbe arrivare un "cauto allentamento", che è però "ancora da confermare. Ovvero quello di tenere aperte alcune attività commerciali in zona rossa dove i negozi sono chiusi. La vera svolta però è prevista per il 3 maggio, concluso il week end della Festa del Lavoro. Per quella data Draghi ha in mente di riaprire in presenza tutte le scuole di ordine e grado, anche in zona rossa. E di far tornare in vigore il sistema a tre colori, con il ritorno della zona gialla. L'intenzione per quella data è di far tornare accessibili al pubblico anche cinema e teatri. Nelle zone gialle riprenderà il servizio dei bar anche se si parla di cambiare l'orario di chiusura impostandolo alle ore 16. E naturalmente riapriranno i ristoranti a pranzo.

Qui si apre la possibilità dell'apertura serale, ovvero quella per cena. Che potrebbe arrivare per la metà del mese oppure da subito ma soltanto nelle aree dove i numeri del contagio sono bassi. In ogni caso la decisione si porterà con sé anche il cambio dell'orario del coprifuoco. Che dovrà essere giocoforza portato oltre le ore 22. Altre date potrebbero essere decisive nel calendario della riapertura. Un secondo step è previsto per il 17 maggio. E lì dovrebbe arrivare l'ok agli spostamenti tra regioni (in zona gialla?). L’altra ipotesi è aprire per metà maggio i ristoranti anche in zona arancione, ma solo a pranzo e soltanto all’aperto.

A inizio giugno, probabilmente il 7, insieme allo stop alle lezioni a scuola si potrebbe riaprire tutto. Ovvero anche palestre e piscine, sulle quali si stanno comunque già studiando i protocolli per un ritorno a metà maggio. Sempre che nel frattempo la maggioranza non si spacchi. Perché il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha chiesto di riportare la zona gialla in vigore dalla fine di aprile. C'è però un problema, ovvero il Comitato Tecnico Scientifico e la sua posizione, che verrà illustrata durante la Cabina di Regia del governo, in programma prima dell'inizio dell'incontro con le Regioni.

Il Cts infatti non sembra ad oggi entusiasta della possibilità di riaprire con queste date. Il quotidiano anticipa che gli scienziati non si mostreranno “aperturisti”. Anzi, raccomanderanno un approccio assai cauto, almeno finché la vaccinazione di massa non avrà coperto la gran parte degli anziani e dei soggetti fragili. Anche perché non cessa l’allarme generato dalla variante sudafricana, che nelle ultime ore sembra farsi spazio nei Paesi più avanti con la vaccinazione – come il Regno Unito – e rischia di complicare la campagna di immunizzazione di massa.

Le nuove regole per le zone gialle

Con la riapertura del 3 maggio, avremo nuovi possibili protocolli per le attività.  I governatori regionali hanno redatto il loro programma di riapertura per  bar, ristoranti, cinema, teatri, palestre, piscine e stabilimenti balneari: "Misure che se rispettate - è riportato nelle linee guida regionali – potrebbero essere utilizzate anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio". Come riportato dalla Stampa, questo è il possibile calendario delle riaperture:

    • il 26 aprile riapriranno i ristoranti nelle regioni "virtuose";
    • il 3 maggio riapriranno i ristoranti in zona gialla;
    • il 15 maggio tocca agli stadi con 15mila spettatori; 
    • il 16 maggio si programma la riapertura sia a pranzo che a cena; 
    • il 3 giugno potrebbe essere la data giusta per palestre e piscine

Le regole di zona gialla, però, sono ancora da definire; di questo se ne sta occupando il Comitato Tecnico Scientifico, insieme alle regioni. Tra le proposte avanzate nel documento del CTS sembra difficile che possa essere accolta la possibilità di applicare misure analoghe da estendere anche alla zona rossa.

Secondo il piano delle Regioni, le nuove misure potrebbero consentire il servizio di pranzo e cena nei ristoranti, con il divieto di consumare al banco dopo le 14. Anche il gioco con le carte o con altri materiali sarà possibile, purché si rispettino le normative anti Covid-19.  Nelle palestre, invece, sarà ancora vietato lo sport da contatto fisico, e si regolamenterà l'accesso agli attrezzi, delimitando le zone per garantire almeno un metro di distanza tra le persone che non svolgono attività fisica e almeno due metri durante l'attività fisica. Per cinema e spettacoli dal vivo, sarà possibili riaprire con tamponi all'ingresso, test negativi effettuati nelle ultime 48 ore e completamento della vaccinazione. Infine, saranno revisionati i parametri della cabina di regia sui profili di rischio: dalla soglia minima sul numero di tamponi svolti in ogni regione ai dati per la valutazione dell'Rt, fino al tasso di copertura vaccinale di circa il 70% per le fasce a maggiore rischio - over 80 e fragili – nelle varie regioni.

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