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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Coronavirus

Carabinieri in 90 case di riposo: tamponi, il 37% degli anziani positivo al Coronavirus

I primi dati emersi dai test effettuati nelle 84 Rsa del Bresciano. Positivi due anziani su cinque. Continuano i controlli del Nas dei Carabinieri

Una mappa completa non si può ancora tracciare, perché, come noto, le analisi nelle diverse Rsa della nostra provincia sono cominciate da poco, non più di due settimane fa. Ma gli oltre 4500 tamponi effettuati permettono di confermare quanto l’epidemia si sia diffusa nelle 54 case di riposo del Bresciano, soprattutto tra gli anziani ospiti. In tutto sono 1.339 i tamponi positivi e 3.179, quelli negativi. Un numero che lascia poco spazio alle interpretazioni, se aggiunto a quello dei decessi, che sarebbero circa 500 su un totale di 6.900. Per fare luce sulla "strage dei nonni", continuano le indagini dei carabinieri del Nas, che, su incarico della procura e accompagnati dai tecnici Ats, hanno effettuato controlli amministrativi in 90 case di riposo.

Positivo il 37% degli ospiti

Finora sono 4.518 i tamponi effettuati nelle Rsa. Un dato totale che comprende sia gli ospiti che il personale. Il maggiore numero di positività si riscontra tra gli anziani sottoposti al test. Dei 2.746  tamponi eseguiti, il 37% hanno dato esito positivo al Coronavirus. Vale a dire che due ospiti su cinque hanno contratto l’infezione. Un dato del tutto parziale: per ora poco meno del 40% degli anziani che si trovano nelle case di riposo (in tutto sono 6.900) sono stati sottoposti al tampone.

Contagiato il 18% del personale

Vanno un pochino meglio i dati relativi al personale. Dei 1.772 tamponi effettuati, ‘solo’ 315 hanno dato esito positivo. In termini percentuali il 18% degli operatori sanitari che lavorano nelle case di riposo è positivo al Coronavirus.

Numeri che sono destinati a salire, dato che le indagini a tappeto sono tuttora in corso e le richieste che giungono dalle Rsa sono sempre maggiori. Per completare i test ci vorranno almeno altre due settimane, dato che la scarsità di reagenti nei laboratori d’analisi ha rallentato le operazioni. Nel frattempo alcune Rsa si stanno attrezzando per poter ospitare i pazienti Covid dimessi dagli ospedali ma non ancora guariti. Tra le quindici strutture che hanno accettato la proposta della Regione c’è anche la Rsa di Darfo Boario Terme dove tra gennaio e marzo sono morti 31 anziani.

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