Scuola, Crisanti: " Le Mascherine andrebbero indossate anche al banco"

Andrea Crisanti, tra i padri del modello veneto di gestione dell'epidemia, dice la sua sulle misure da adottare nelle scuole, ma pure sul fabbisogno di tamponi e sui tempi per il vaccino.

Un papà saluta la figlia che sta per entrare in una scuola internazionale di Barcellona, in Spagna

Le mascherine andrebbero indossate anche se si sta seduti al banco, il numero dei tamponi andrà aumentato e per il vaccino c'è da attendere fino al 2021. Così la pensa Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia all'università di Padova, tra i padri del modello veneto per la gestione dell'emergenza. E le sua voce, da mesi, è ormai una delle più ascoltate dagli italiani.

Il motivo? "Le mascherine servono e funzionano. Se teniamo gli studenti tutti zitti per ore va bene che non la indossino in classe, ma non ce la vedo una classe che sta in silenzio per ore. Di fatto aboliamo l’interazione sociale, perché nel momento in cui si parla si emette droplet", ha detto nel corso di un'intervista a Sky Tg24. 

"Probabilmente non hanno ancora raggiunto la capacità di fornire quindici milioni di mascherine al giorno", ha poi ipotizzato l'esperto, rispondendo a una domanda sul motivo per il quale il governo abbia deciso -per ora- di non rendere obbligatorie la mascherine agli studenti seduti al banco.

400mila tamponi al giorno

È con l'imminente inizio delle scuole, e la ripresa a pieno regime delle attività, serviranno molti più tamponi, e a tappeto: 400mila al giorno, stima l'esperto.

"I tamponi che facciamo adesso ci bastano appena per controllare la situazione. L’aumento del numero dei tamponi è una cosa positiva ma consideriamo che le scuole non sono ancora ripartite, che le attività produttive ripartono questa settimana e che ci sono milioni di persone che entrano e escono dall'Italia ogni mese. Ci dovrebbero bastare tra i 300mila e i 400mila tamponi al giorno".

Queste le ragioni: "Per ogni ragazzo che ha la febbre immediatamente scatta il tampone per il ragazzo, per la classe, per gli insegnanti, per i bidelli, per i genitori dei bambini. Ogni persona genera la necessità di fare cento o centocinquanta tamponi. Pensiamo alle elezioni con sessantamila sezioni elettorali con scrutatori e rappresentanti di lista che ovviamente vengono esposti alla possibilità di contagio. In Francia dopo le elezioni c'è stata un'esplosione", avverte.

Vaccino nel 2021

Anche perché l'attesa per il vaccino, secondo Crisanti è ancora lunga: "Un vaccino è una cosa estremamente complicata, purtroppo non ha tempi comprimibili. La fase cosiddetta di sicurezza di un vaccino dura circa un anno e mezzo o due solo quella, perché bisogna darlo a circa centomila persone in tutto il mondo. Questi sono tempi non comprimibili. Capisco l'esigenza e l'aspettativa, però non vorrei che si prendesse una scorciatoia, perché ogni scorciatoia che prendiamo aumenta il rischio o che il vaccino non sia efficace o che abbia degli effetti indesiderati".

"Si diceva - ha concluso - che il vaccino sarebbe stato pronto a dicembre, adesso si parla della fine dell'anno prossimo. Alla fine dell'anno prossimo si dirà fra altri sei o sette mesi, perché i tempi sono quelli. Un vaccino sicuro, testato con efficacia avrà quei tempi. Secondo me lo avremo nel 2021".

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Fonte: Today.it

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