Coronavirus

Nuovo lockdown, l'opinione pubblica è spaccata: cosa ne pensano gli italiani

Il 49% degli italiani sarebbe favorevole: lo rivelano alcuni sondaggi, anche se cresce la paura per le conseguenze di una nuova serrata totale: il 77,5% teme violente manifestazioni in piazza

Controlli dei carabinieri

L’italia si prepara a nuovo lockdown. Un’ipotesi non così remota anche se pare che il governo stia pensando di applicare ulteriori restrizioni a breve proprio per scongiurare una nuova serrata totale.

E questa volta il lockdown potrebbe non essere accolto di buon grado dalla maggioranza delle popolazione. Lo dicono i sondaggi, ma basta un rapido sguardo ai social per averne conferma. L’imperativo categorico che rimbalzava di bacheca in bacheca lo scorso marzo era  “State a casa!”, ora circolano video-bufale di pronto soccorso vuoti e astruse teorie complottiste e negazioniste. Gli infermieri e i dottori non sono più eroi, ma complici di una surreale ‘dittatura sanitaria’.

Anche alcuni sondaggi pubblicati venerdì sui giornali ben raccontano il sentimento degli italiani nella nuova emergenza coronavirus. Alessandra Ghisleri di Euromedia Research spiega, su La Stampa, che il lockdown e le restrizioni emanate dal governo in primavera furono unanimemente accolte dalla popolazione, dalle categorie produttive e finanche dai leader dell’opposizione che, per qualche settimana, rimasero sottotraccia, in attesa rispettosa. Mentre oggi il 77,5% teme che vi saranno nuove violente manifestazione nelle piazze e il 51,7% della popolazione non condivide le restrizioni contenute nell’ultimo Dpcm (chiusura di ristoranti e bar dalle 18, ma con il permesso di fare consegne a domicilio).

Il 50% degli intervistati si rende però conto che la strada verso un nuovo lockdown è breve e ben il 49% auspica addirittura un nuova chiusura totale: c’è chi pensa che possa durare due o tre settimane (il 29%) e chi crede che arriverà a due mesi (il 20,1%). A sostenere la necessità di una nuova serrata, fa notare la sondaggista, sono i cosiddetti "garantiti", cioè i lavoratori e gli studenti. Sono invece critici gli imprenditori e le partite Iva, oltre che le casalinghe. Si spera poi che il lockdown riguardi soltanto i territori ad alta emergenza, mentre il 60% degli italiani è addirittura convinto che le restrizioni attuali non siano sufficienti.

E latita la fiducia nei confronti del governo: chi aspetta provvedimenti di qualsiasi natura volti ad agevolare la vita lavorativa e non solo, sa che in linea di massima gli annunci non saranno rispettatiti. In questa ottica l'Atlante Politico di Demos & Pi di cui parla Repubblica certifica il calo della fiducia nei confronti di Giuseppe Conte e del suo governo. Il consenso è ancora notevole (ovvero è al 55%) ma, spiega Ilvo Diamanti, è sceso di 2 punti nell’ultimo mese, di 5 rispetto a giugno e di 16 rispetto allo scorso marzo.

Fonte: Today.it

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