Nasce il movimento Civiltà Rurale Caccia Ambiente
Numerosissimi sostenitori si presentano nella sede della sala della Camera di Commercio di Brescia. CRCA è un nuovo movimento politico e culturale per difendere la caccia e il relativo indotto, oltre al pensiero rurale vs il pensare metropolitano
- PersonaEnzo Bosio
- LuogoCentro
La Camera di Commercio di Brescia ha ospitato l'atto fondativo del nuovo movimento politico e culturale Civiltà Rurale Caccia Ambiente CRCA, una vera e propria assemblea costituente che ha visto un inaspettata risposta in termini di presenze, tanto che alcuni simpatizzanti hanno seguito le fasi dell'assemblea all'esterno della sala grazie ad un maxi schermo appositamente installato. CRCA si presenta come una nuova alternativa (al momento politica solo sulla carta) con l'intenzione dichiarata di far valere il pensiero tradizionale della civiltà rurale "che annovera tra i suoi fruitori i cacciatori e i pescatori" contro quel pensiero metropolitano "vetero animalista" che rischia seriamente di limitare in maniera sensibile l'attività venatoria e il relativo indotto, che coinvolge oltre 20mila persone solo in Lombardia.
Da aprile ad oggi CRCA dovrebbe avere già raccolto circa 8mila adesioni. Ieri pomeriggio non sono mancati tutti i vari soci fondatori e primi promotori, da Enzo Bosio ai bresciani Cazzago e Legati, oltre ai bergamaschi Bertacchi e Rinaldi. Nel comunicato conclusivo è stato annunciato prossimamente un allargamento delò consiglio direttivo con l'ingresso di rappresentanti di Confagricoltura e Unione Agricoltori, della pesca (FIPSAS) e dell'unione Caccia Pesca Ambiente.
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L'assemblea si è conclusa con un corteo lungo le vie della città: "La decisione assunta dall'assemblea è quella di proseguire nell'espansione del movimento senza per ora costituirsi in partito politico, in attesa di vedere come i partiti di Governo e le Regioni vorranno mantenere o meno fede alle promesse fatte in campagna elettorale".
R: Nasce il movimento Civiltà Rurale Caccia Ambiente
Celso Vassalini:
Celso Vassalini.
Brescia
www.celso1000
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Celso Vassalini:
Celso Vassalini
Brescia capitale dell’Europa.
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R: Nasce il movimento Civiltà Rurale Caccia Ambiente
Celso VASSALINI:
L’Ispra, nel termine perentorio di 60 giorni dal ricevimento della richiesta, deve segnalare alle Regioni, per ciascuna delle specie protette indicate, la piccola quantita’ a livello nazionale per la quale si autorizza la caccia in deroga. In caso di mancata trasmissione del parere da parte di Ispra, le Regioni potranno utilizzare i dati provenienti da altra fonte pubblica o accreditata relativi alla consistenza delle specie. Quindi entro il 30 aprile le Regioni effettuano la ripartizione delle quantita’ cacciabili sui territori regionali in proporzione al numero di cacciatori residenti.
Lettera aperta all’Assessore del Comune di Brescia Avv. Paola Vilardi. Cortese Assessore Paola Vilardi, premesso che: mi complimento per l’impegno non facile del Suo Assessorato e di tutta la giunta a cui vanno i miei complimenti. In vista del nuovo patto sociale che il Sindaco e la Giunta varerà, propongo che il nostro Monte maddalena diventi area protetta e che venga ricostruita già al percorso esistente, spero ancora di proprietà del Comune la “funivia”. Su questo progetto possono essere coinvolti i Comuni limitrofi, sia per gli investimenti e per le idee. Anche l’Istituto Pastori coinvolgendo gli studenti a sviluppare e controllare-monitorare la nostra montagna, con i colleghi loro Geometri. Ipotesi di un loro tirocinio..! Per il prosieguo nel realizzare anche a Brescia l’Università Veterinaria. Su desiderio del Mons. Francesco Beschi attuale Vescovo di Bergamo in un incontro avuto con lui all’Istituto Pastori. Il 2011 sarà l’Anno internazionale dedicato ai polmoni verdi del Pianeta. Mai come ora l’attenzione all’ambiente e alle sue risorse è importante, specie dopo gli ultimi avvenimenti asiatici e i continui dibattiti sull’inquinamento e sull’esaurimento delle fonti di energia e soppratutto dai continui all’armi schizofrenici delle nostre macchinette “rilevatori” che indicano la fine del mondo. «L’aria che respiriamo il cibo, l’acqua, il clima che condiziona la nostra vita e il nostro futuro dipendono tutti dalle foreste. Il 2011 deve essere l’anno in cui il mondo e Brescia riconosce la vitale importanza di foreste in salute per la vita sul Pianeta e del nostro territorio, per tutte le popolazioni e la biodiversità». In effetti le foreste assorbono buona parte di CO2 e svolgono una funzione cruciale nella lotta contro i cambiamenti climatici. «Le foreste – offrono gli strumenti più ampi, veloci ed efficaci per contenere le emissioni globali. Alcuni dei valori delle del nostro monte Maddalena ha bisogno di una prospettiva a 360 gradi: la Maddalena offre relax e ricovero a persone e habitat alla biodiversità, è fonte di cibo, medicina ed acqua pulita e gioca un ruolo vitale nel mantenere un clima stabile. Tutti questi elementi presi insieme rinforzano il messaggio che le foresta della Maddalena è fondamentale per la sopravvivenza umana, vegetale e animale. A Brescia nel 1955 la Ceretti & Tanfani ha costruito una funivia bifune va e vieni tipo classico con cabine da 35 persone , due piloni di cui uno alto 60 mt e con una linea della lunghezza totale di 2300mt. Questa funivia collegava Brescia appena fuori Porta Venezia con il Monte Maddalena alto mt 865. La funivia ha funzionato bene fino al 1969. Contemporaneamente la costruzione della strada ha affossato i bilanci dell'impianto che ha chiuso i battenti al pubblico proprio nel '69. Da quell'anno fino alla metà degli anni '70 la funivia ha funzionato come impianto scuola per i tecnici di funivie alpine, nonchè per i macchinisti delle numerose funivie dell'ENEL. Il comune di Brescia ha poi deciso lo smantellamento che è stato eseguito nel 1986. Dell'impianto ora rimangono le stazioni, quella inferiore comprata dal pizzaiolo sottostante, quella superiore ancora, credo, di proprietà della vecchia società della funivia. Il problema è che il Monte Maddalena è un'enorme polmone verde a ridosso della città di Brescia e raggiungibile solamente con mezzi privati (un pullmino d'estate) in circa 25 minuti. Molti bresciani, ad un mio piccolo sondaggio, sarebbero ben contenti di riavere la loro funivia. Ma perchè nessuno ci pensa più a rifarla? penso anch'io che sarebbe una bella cosa riaprire la funivia della maddalena, sarebbe una opportunita' di usufruire di piu' di questa enorme risorsa che teniamo giusto al lato della citta', poche citta' possono vantare uno spazio verde cosi' bello nelle vicinanze. E diamine una città come Brescia nel ventunesimo secolo offrirà pure un bacino di utenza adeguato per una funivia che porti sulla sua montagna panoramica! In fin dei conti ai gitanti non piacerà stare in mezzo a degli ingorghi per vedere il panorama, ma gradiranno pure la comodità e la suggestione di un mezzo ecologico. Il Monte Maddalena è un monte delle Prealpi Bresciane e Gardesane che si innalza a ridosso della città di Brescia e più precisamente nella sua parte nord-orientale. Proprio per la vicinanza con la città è detta la montagna dei bresciani. Alta 874 m s.l.m., la Maddalena costituisce un vero polmone verde per la città e per i comuni di Nave e Botticino che la circondano. In passato era chiamata Monte Denno (dal (Mons Domini = monte del Signore). La Maddalena fa parte del Parco delle colline bresciane. Le Prealpi Bresciane e Gardesane (dette anche Prealpi Lombarde orientali) sono una sezione delle Alpi. Appartengono alle Alpi Sud-orientali. La vetta più alta è il Monte Baldo che raggiunge 2.218 m s.l.m.. Chiudendo l’idea che il nostro monte Maddalena diventi Area protetta e/o di riposo, con le varie idee che sopra ho menzionato, ironicamente essendo ex cacciatore e quindi esperto, mi propongo ha tenere in equilibrio la sovrappopolazione degli ungulati e volattili: che quando vedo che il loro occhio è socchiuso o che sembra opaco “indice di poca salute e cioè sovraffollamento nell’abitat”, io cortesemente con il mio fucile sovrapposto cal.20 Beretta, da pallini soft, soft 04, li trasformerei in ottimi piatti tradizionali fatti rigorosamente dai nostri alpini, con le consuete benedizioni e cerimonie varie, per poi arrivare al tavolo del sacrificio del gusto. Potrebbe nascere un nuovo profilo professionale “Il moderatore per la tutela-equilibrio della fauna”. Dove lei Ass e tutta la giunta sarà presente come ospite. Sperando che i vostri impegni politici vi obblighi al solo brodino. Con un pizzico di ironia, viva la nostra Montagna “Maddalena”. Grande Polmone utile anche alle altre cittadine limitrofi, comuni di prima corona, comuni contigui o comuni confinanti, nel dividere le spese e nel gustare quel fastidiosissimo sacrificio “spiedo”. Ma noi abbiamo l’obbligo nel tenere alta la tradizione dell’unità culturale anche Enogastronomici Degli Spiedi Bresciani.
Celso Vassalini
Brescia
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