Tutti a caccia del "Bonus facciate": a Brescia un affare da 80 milioni di euro

Dal 1 gennaio al via il Bonus facciate: solo a Brescia città si stimano interventi fino a 80 milioni di euro. Tutto quello che c'è da sapere

Foto d'archivio

Potrebbero valere fino a 80 milioni di euro gli investimenti per il restyling e la ristrutturazione delle facciate di case e abitazioni, detraibili e recuperabili grazie al Bonus facciate di cui si parla ormai da parecchie settimane ma che è stato ufficializzato solo il seguito con la manovra di governo, comunque operativo per tutto il 2020 a partire dal 1 gennaio.

Della stima multimilionaria ha riferito il Giornale di Brescia, pubblicando i dati dell'Ance Brescia, il Collegio dei Costruttori edili di città e provincia. Solo nel 2018, si legge, in tutto il territorio provinciale sono stati investiti 1,442 miliardi di euro per interventi di ristrutturazione del patrimonio residenziale: di questi circa 350 milioni sono stati appunto investiti per le facciate di edifici e abitazioni. 

Che cos'è il Bonus facciate

L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta, da ripartire in 10 quote annuali costanti, pari al 90% delle spese sostenute nel 2020 per interventi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in determinate zone. Sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

In particolare, si tratta delle zone A e B individuate dall’articolo 2 del decreto n. 1444/1968 del Ministro dei lavori pubblici: la prima include le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi; la seconda, invece, include le altre parti del territorio edificate, anche solo in parte, considerando tali le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non è inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq.

Per quanto riguarda la città di Brescia, non ci sarebbero dubbi sulle quote di superficie coperta o di densità territoriale: diverso il discorso sulle “zone”, una classificazione ormai in disuso, messa nel cassetto nel 2012 (e aggiornata a oltre mezzo secolo fa, alla fine degli anni '60).

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Interventi termici e sull'intonaco

Se i lavori di rifacimento della facciata, quando non sono di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardano interventi che influiscono dal punto di vista termico o interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, è richiesto che siano soddisfatti i requisiti di cui al decreto Mise 26 giugno 2015 (“Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”) e quelli, relativi ai valori di trasmittanza termica, indicati alla tabella 2 allegata al decreto Mise 11 marzo 2008. In queste ipotesi, l’ENEA effettuerà controlli sulla sussistenza dei necessari presupposti, secondo le procedure e modalità stabilite dal decreto interministeriale 11 maggio 2018. Ulteriori informazioni sono disponibili sulla sezione dedicata del sito web dell'Agenzia delle Entrate.

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