Strage Piazza Loggia: a uccidere fu una miscela di gelignite e dinamite

E' quanto affermano i periti Romano Schiavi e Alberto Brandone, che in aula hanno ribadito la loro precedente perizia e quanto affermato dal collaboratore Carlo Digilio, cardine dell'inchiesta della Procura

Sono stati sentiti per quasi sette ore dalla Corte d'assise d'appello di Brescia i due periti balistici che redassero la prima perizia sull'ordigno che il 28 maggio 1974 in piazza Loggia provocò la morte di otto persone ed il ferimento di altre cento.

In aula il generale Romano Schiavi ed il professor Alberto Brandone hanno nella sostanza ribadito quanto espresso nella perizia della prima istruttoria che porta la loro firma: ad esplodere in piazza Loggia fu una miscela di gelignite, dinamite e tritolo in bassissima percentuale.

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Proprio di dinamite e gelignite parlò il collaboratore Carlo Digilio, cardine dell'inchiesta della Procura. Una versione che è, però, in contrasto con la perizia di Paolo Egidi, Federico Boffi e Paolo Zacchei, che in Corte d'assise di primo grado avevano parlato di un ordigno a base di tritolo.

Determinante per l'inquinamento del teatro dell'esplosione - hanno ribadito Schiavi e Brandone - fu il lavaggio della piazza. La Corte ha, infine, respinto l'istanza con la quale le difese avevano chiesto che venissero riascoltati anche i periti del processo di primo grado in Corte d'assise.

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