Collio dichiara guerra ai profughi: “Abbiamo paura e fanno scappare i turisti”

I richiedenti asilo sono stati accolti da un lancio di uova e di oggetti. L'hotel che li ospita è presidiato dai Carabinieri. Il proprietario è impaurito. La tensione non accenna a diminuire, proteste e raccolta firme tengono banco nella cittadina dell'alta Valtrompia.

Alcuni dei profughi ospitati all'albergo "il Cacciatore" - copyright © Bresciatoday

COLLIO. Un intero paese sul piede di guerra per l’arrivo di 20 profughi. Siamo a San Colombano frazione di Collio, a poco più di 40 km da Brescia. Poche case, qualche albergo. Negli anni ’90 c’era un impianto sciistico - una seggiovia e un skilift - poi dismesso e finito in Grecia. L’economia della cittadina (dicono) si basa principalmente sul turismo. Un popolo che sarebbe in fuga, quello dei vacanzieri. I villeggianti avrebbero fatto le valige in fretta e furia non appena la voce dello "sbarco”"dei profughi si è sparsa in paese, nella serata di giovedì 27 agosto.

Il condizionale è d’obbligo, perché le informazioni su questo punto sono discordanti. C’è chi parla di una fuga di "massa" e chi di episodi isolati.  I villeggianti che non se le sono data a gambe si sono aggiunti al nutrito gruppo di cittadini, circa un centinaio, che si sono radunati sotto l’albergo "Il Cacciatore" la struttura destinata all’accoglienza dei profughi. Slogan della protesta: “Noi qui non vi vogliamo.”  e “ Cantoni sei un figlio di buona donna” .

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Una manifestazione tutt’altro che pacata e pacifica, si evince dalla testimonianza di Giovanni Cantoni,  proprietario dell’hotel. Un albergo chiuso nel 2012 per mancanza di clienti e attualmente presidiato dai Carabinieri (giorno e notte). I militari hanno anche evitato il contatto tra la popolazione locale - supportata dagli esponenti bresciani di Forza Nuova - e i 20 giovani ragazzi appena arrivati a quota 1000 metri di distanza da quel mare nel quale hanno visto morire molti compagni di fuga dalle guerre. 

"Si è scatenato l’inferno qui fuori. Oltre agli slogan poco carini che sono stati gridati nei miei confronti, sono state lanciate delle uova e una finestra del retro dell’albergo è stata presa a sassate e si è rotta - racconta Giovanni Cantoni-  Ho paura e non esco dall’albergo. Mesi fa avevo deciso di prendere parte al bando per l’accoglienza dei profughi per rilanciare l’albergo, che è chiuso da tre anni. Non credevo che questa decisione potesse scatenare un putiferio simile in paese. Dopo le proteste ho anche chiamato la Prefettura perché se li venissero a riprendere, ma non si può fare."

Di guerriglia parlano anche gli ospiti della struttura, una ventina di ragazzi sotto i trent’anni che vengono dalla Nigeria, dal Ghana e dal Bangladesh: "Siamo stati accolti dagli insulti, dal lancio di oggetti. Sembrava una guerra e ci siamo impauriti"  racconta Ogbettudia, 25enne in fuga dalla Nigeria, che parla correttamente l’inglese. "Non mi è mai successa una cosa simile, sono arrivato a Brescia tre mesi fa e nella struttura in cui mi trovavo prima, non ci sono mai stati episodi simili. Siamo tutti spaventati e ce ne vogliamo andare da questo posto. In Nigeria si dice che l’Italia è un paese libero e ospitale e nessuno ti fa del male. Ma non è così, in questa cittadina non ci vogliono e non riusciamo a capire il perché. Non lo sapevamo che ci fossero questi problemi."

Ogbettudia - in compagnia di Unity, Anthony e Simon- è seduto sul muretto di recinzione dell’albergo mentre risponde alle nostre domande, all’improvviso si blocca, stanno passando due ragazzine che si rivolgono a lui. Con gli occhi pieni di odio gli dicono: “Negher di merda”. Lui non capisce e ci chiede di tradurre. Poi si rivolge a noi e per domandarci la ragione di tutta questa ostilità. La stessa domanda che noi, poco dopo, abbiamo rivolto ai cittadini di Collio - che si sono trovati in piazza Zanardelli per organizzare una raccolta firme e una nuova manifestazione contro i richiedenti asilo - e al Sindaco Mirella Zanini che ha preso parte alle proteste.

"Abbiamo paura perché non sappiamo chi siano, questa è una comunità piccola  e ci conosciamo tutti - racconta la titolare di un albergo - È sempre stato un paese sicuro, si usciva liberamente anche di sera, d’ora in poi avremo timore a farlo. Inoltre a 30 metri dalla struttura dove sono ospitati i profughi ci sono le scuole, chi ci garantisce che non succederà nulla ai nostri figli? " . "Gli italiani dormono in macchina e loro vengono ospitati in albergo -  tuona un anziano - non abbiamo da mangiare noi e dovremmo darlo a loro? È un’ingiustizia!” 

Un sentimento diffuso quello dell’inospitalità: 500 le firme raccolte, in neanche 4 ore. Dal tavolino allestito per la petizione passa anche il sindaco di Collio, non per firmare, ma per conversare con i suoi concittadini. Anche Mirella Zanini è contraria alla presenza dei richiedenti asilo nell’albergo " il Cacciatore" di San Colombano. "Al Comune risulta che l’hotel sia chiuso dal 2012 e nessuna dichiarazione di Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività ) è pervenuta negli uffici di competenza. Quindi, di fatto, a noi risulta che i profughi  siano ospitati in maniere abusiva. La Prefettura si assuma la responsabilità di aver inserito nel bando una struttura che non aveva i requisiti."

Una mancanza colmata in fretta e furia dal titolare dell’albergo che fa sapere di aver provveduto a depositare il documento nel tardo pomeriggio di venerdì. Ma il Sindaco di Collio smentisce in serata, alla nuova manifestazione organizzata contro l’accoglienza dei profughi.  "Nessun documento è arrivato in comune " spiega mentre accoglie 'l’ospite d’onore'. Si tratta di Andrea Bianchi, sindaco di Trenzano, recentemente la Questura di Brescia ha avviato una denuncia nei suoi confronti, per insulti allo stato, ma lui nega.  Mirella Zanini con sé porta anche tre donne Ivoriane- mamma e figlie- per testimoniare che: “ a San Colombano i migranti sono integrati”. 

200 persone, molti giovani,  premono per arrivare sotto l’albergo dove ci sono i 20 ragazzi sbarcati in Sicilia 3 mesi fa, arrivati prima a Bresso, poi a Brescia, infine in un comune che conta poco più di 2000 abitanti. Vogliono far sentire il grido “Brescia ai Bresciani” anche noto come “Prima i profughi italiani”.

A Collio profugo fa rima con: stupratore, se parli con una donna; spacciatore, se ti rivolgi a un uomo.  Ci sono anche dei minorenni tra i manifestanti, vanno a scuola, ma non conoscono il diritto d’asilo. “ Andate in stazione a Brescia a farvi un giro - ci dicono- i barboni sono tutti italiani. I profughi, invece, li mettono negli hotel. Cantoni specula sulla pelle di quella gente.”  

Per manifestare solidarietà ai richiedenti asilo sono arrivati due delegati Cgil, la folla non ha gradito.  Si sono registrati attimi di tensione. A proteggere l'albergo, Cantoni e i Profughi, i cordoni di Polizia e Carabinieri che hanno isolato l’hotel e bloccato l’intera via centrale di San Colombano che porta al Maniva, nota stazione sciistica del bresciano. 

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Commenti (6)

  • Collio è un posto che non mi è mai piaciuto, mi chiedo come possa un turista andare lì in ferie...

    • Avatar anonimo di esse
      esse

      mamma mia che grande commento.......

    • Avatar anonimo di amin
      amin

      Conosco una sola razza, la razza umana ! I Turchia ci sono 1 milione di profughi. In Germania 800.000. In Svezia 200.000. In Libano 1 milione . In Grecia 200.000. E c'è qualcuno in Italia ,con la pancia piena , e magari  buon evasore fiscale,che si lamenta per 60.000 sbarchi. Conosco una sola razza, la razza umana!

      • Avatar anonimo di Il giò
        Il giò

        si tante belle parole ma a fatti? Stiamo ancora aspettando da 20 commenti che tu ci dica quanti ne hai ospitati a casa tua?

        • Avatar anonimo di Mauri
          Mauri

          tu invece ospiti a casa tua tutti gli italiani in difficoltà?