Arresto Nicoli Cristiani, Formigoni: "Non ho intenzione di dare le dimissioni"

Per il Presidente della regione Lombardia si tratta di responsabilità personali che non riguardano la giunta

"Per carità non capisco perché dovrebbe essere così per responsabilità personali che non riguardano la giunta". Così il presidente della Lombardia Roberto Formigoni ha riposto a una domanda su eventuali sue dimissioni dopo l'inchiesta sulle presunte tangenti a Brescia.

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Formigoni ha comunque aggiunto: "Mi addolora, mi immalinconisce, mi sconcerta vedere uomini dedicati alla politica cedere a comportamenti illegali e contrari alla mia idea di politica al servizio del bene pubblico".

Il Presidente lombardo ha poi ribadito che per quanto atteneva alle competenze della Regione "é stato tutto eseguito a regola d'arte dalla giunta. Se ci sono responsabilità vanno trovate altrove". E ha sottolineato in particolare che "nessuna persona indagata o arrestata ha mai partecipato a questa fase di autorizzazione" della discarica di Cappella Cantone, mentre per quanto riguarda il capitolo Brebemi, "la responsabilità della gestione dei cantieri è in carico alle società".

Il presidente della Lombardia ha quindi osservato che c'é "la consapevolezza che le grandi opere in corso in Lombardia, in prospettiva anche l'Expo, attirano o possono attirare l'interesse della malavita o di operatori disonesti". Proprio per questo ha ricordato le misure di controllo e prevenzione decise negli ultimi anni dalla Regione. "Ma evidentemente - ha aggiunto Formigoni con un pizzico di amarezza - non si è sorvegliato abbastanza, non si sorveglia mai abbastanza, e i controlli vanno potenziati: non si può dunque che essere grati alla magistratura, che ha sicuramente strumenti più efficaci dei nostri".

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