Maestra violenta a Capo di Ponte, chiesti quattro anni

L'accusa: malmenava i bambini, li umiliava in classe davanti a tutti. Per la difesa invece si tratterebbe solo di un metodo educativo "severo ma giusto". Chiesti quattro anni di carcere

Un paio di ‘sberloni’ educativi, e un metodo sì severo ma ancora giusto. Questa la linea difensiva adottata da Antonella Cappozzo, la maestra di scuola elementare di Capo di Ponte che venne arrestata nel 2012, a seguito di indagini e segnalazioni.

Maltrattamenti, offese e umiliazioni: questi invece i punti fermi dell’accusa, secondo cui la maestra Antonella mai avrebbe lesinato le maniere forti, e agli scappellotti (già di per sé reiterati) sarebbero seguite scene ben più gravi, addirittura documentate da una telecamera nascosta dai Carabinieri nell’aula di quella terza elementare per alcuni genitori “maledetta”.

Proprio dai genitori infatti sarebbero partite le prime denunce, a seguito dei racconti dei figli, dei loro pianti a dirotto, del ‘report’ delle umiliazioni subite in classe, davanti a tutti. Il processo prosegue, e l’accusa a questo punto ha chiesto quattro anni. Tra le prove inconfutabili anche una registrazione 'nascosta', effettuata da una madre, in cui la maestra 55enne avrebbe ammesso se non tutto, almeno qualcosa.

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