Figlio nei guai per spaccio, l’altro arrestato per rapina: senza pace il Procuratore

Inquadrato dalle telecamere e poi in fuga a bordo dell’auto intestata al padre: a poche ore dalla rapina di Zogno Gianmarco Buonanno si era già presentato in Procura per ammettere le sue responsabilità

Il procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno

Non solo è stato ben inquadrato dalle telecamere di videosorveglianza del supermercato, che l’hanno beccato addirittura mentre imbracciava una mitraglietta, ma è stato riconosciuto anche per l’automobile utilizzata per la fuga, una Lancia Y ancora intestata al padre, il procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno.

A meno di un anno dall’inchiesta “Mai una gioia” della Polizia di Stato nell’ambito dello spaccio di stupefacenti negli ambienti ultrà, in cui era rimasto coinvolto Francesco Buonanno (l’altro figlio del procuratore cittadino), adesso anche il figlio Gianmarco è stato riconosciuto e arrestato per la rapina alla Conad di Zogno.

Sarebbero già stati arrestati anche gli altri due complici che hanno partecipato al colpo: i tre si sarebbero avvicinati al supermercato intorno alle 19.30, l’orario di chiusura, per farsi consegnare (armati e con il volto parzialmente coperto) l’incasso della giornata, in tutto circa 12mila euro.

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