Andrea Devicenzi a Brescia no limits

Il campione paralimpico sarà testimonial della corsa del 19 maggio Brescia Over the limits e presenterà il prossimo progetto: percorrere il cammino di san Francesco a piedi in 20 giorni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Un tour negli istituti superiori di Brescia e Sarezzo e venerdì 18 alle 14.30 un incontro alla facoltà di Scienze motorie dell’Università degli Studi: si articola così la cinque giorni bresciana, che comincia proprio oggi, di Andrea Devicenzi, campione paralimpico cremonese amputato di gamba a causa di un incidente motociclistico che oggi ha raggiunto brillanti risultati nello sport e nella vita. Devicenzi sarà in città in occasione di Brescia No Limits e parteciperà alla gara Brescia over the limits, il 19 maggio, della quale è testimonial. Gli appuntamenti sono parte del quinto giro formativo “Progetto 22”, il progetto, supportato da OSO – Ogni Sport Oltre di Fondazione Vodafone, BMW, Parmovo e molti altri sponsor, ha visto finora la partecipazione di oltre 40 mila giovani delle scuole superiori, toccando tutte le regioni della Penisola, dal Trentino alla Sicilia.

Concluso il quinto tour formativo Devicenzi sta già preparando una nuova impresa: percorrere a piedi il Cammino di San Francesco: 500 km in 20 giorni che lo porteranno da verna a piazza San Pietro il 2 ottobre per incontrare Papa Francesco. Partendo dalla propria esperienza di vita Devicenzi dialoga con ragazzi e ragazze riuscendo a incentivare giovani e adulti a scoprire e sviluppare tutte le potenzialità inespresse per permettere loro di trasformarle nel loro personale talento.

Il nome “Progetto 22” non è un caso: sono 22 i valori che Andrea si impegna ogni volta a trasmettere attraverso il racconto delle sue “avventure”: viaggi in bicicletta o a piedi in zone come il Perù o Capo Nord documentati da immagini e video e narrati con un linguaggio coinvolgente. Un vero e proprio Giro d’Italia che ha coinvolto non solo le scuole ma anche la cittadinanza che ha preso parte ai numerosi incontri serali organizzati nelle varie tappe. “Progetto 22 è una delle sfide più grandi che abbia mai affrontato – afferma Andrea Devicenzi – dialogare ogni mattina con centinaia di ragazzi mi riempie di vita. Questi incontri mi aiutano a diventare sempre più consapevole di quanto ognuno di noi sia ricco di intelligenza, capacità e talenti che non aspettano altro di essere coltivati.

Svegliarsi a 17 anni dopo l’incidente in quel letto d’ospedale con una gamba in meno è stato molto difficile, all’inizio apparentemente impossibile. Ho scelto di reagire: se ne era andata una gamba, ma non la voglia di raggiungere quegli obiettivi e quei sogni che avevo nella testa. Uno su tutti: riacquistare nel più breve tempo possibile la mia esistenza di ragazzo, di persona.”

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