Discarica di San Polo: deciderà il Consiglio di Stato

I comitati di San Polo che lottano contro la costruzione della discarica di amianto, dopo la bocciatura del Tar per un cavillo burocratico, ricorreranno al Consiglio di Stato per tentare di salvare il loro quartiere

Dopo la doccia fredda della bocciatura del ricorso al Tar contro la discarica di amianto di San Polo per un cavillo burocratico, un ritardo nella notifica del ricorso, i comitati, il CODISA e il Comistato spontaneo contro le nocività, che lottano contro la costruzione del sito faranno appello al Consiglio di Stato a cui toccherà quindi dire l'ultima sull'annosa questione.

Gabriele Avalli del Codisa ha illustrato le ragioni che hanno condotto alla decisione di ricorrere al Consiglio di Stato:" Lunedì sera ci siamo riuniti e abbiamo deciso che dopo aver fatto tanto dovevamo continuare. Ci danno fiducia alcuni contenuti della sentenza del tar che parlano di fondata doglianza sull'istruttoria posta in essere per la vulnerabilità del territoiro, un elemento di merito che merita di essere portato avanti".

"Come Codisa - continua Avalli - facciamo sempre appello al sindaco Paroli e al suo impegno a ritirare il progetto della discarica di amianto, se ciò dovesse accadere siamo pronti a tirarci indietro rispetto al ricorso al Consiglio di Stato".

La battaglia del Codisa e dei cittadini di San Polo sembra fondata dal fatto che sul territorio sono presenti già sei discariche a sui si dovrà aggiungere quella di amianto se si farà. Tra le sei discariche vi è quella di rifiuti tossico-nocivi Ve-Part di via Buffalora che presenta rischi di inquinamento della falda per la continua formazione di percolato. Inoltre sono presenti altre tre discariche sul territorio del Comune di Rezzato ma più vicine all’abitato di Buffalora. A queste se ne dovranno aggiungere altre due, Rezzola e GardaUno.


Se  rifiuti sembrano attanagliare San Polo e Buffalora anche il traffico e l'inquinamento atmosferico non sono da meno: i quartieri sono attraversati dalla Tangenziale Sud e dall’Autostrada A4. Per non parlare poi delle numerosi aziende pesanti presenti nella zona l'Alfa Acciai, tre bitumifici, il polo logistico dell'Italgross con un accordo siglato dal comune e poi l'ex Cava Pasotti che area naturalizzata e boschiva che diventerà una discarica anche se rientra nel patrimonio boschivo.

 "Questi - spiega il Codisa - sono i punti importanti su cui lavorare per migliorare la situazione ambientale di Brescia. Appare evidente quanto sia importante la realizzazione del  Parco delle Cave per dare un po’ di respiro ai cittadini bresciani e per creare quel corridoio ecologico che, partendo dal Parco delle Colline si connetterebbe con le cave, magari coinvolgendo anche i comuni vicini Rezzato, Borgosatollo, Castenedolo".

 

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